

E’ la notte dei tempi, è il 776 AC. E’ Olimpia. Fa caldo nel Peloponneso, è estate, il 22 Luglio. Le informazioni che abbiamo su quel giorno lontanissimo nel tempo sono pochissime e non possiamo neppure garantire siano vere, ma lì, in quel giorno, la leggenda racconta che un romanzo sta per nascere, il romanzo delle Olimpiadi con le sue meravigliose storie, le sue indimenticabili pagine.
Le Olimpiadi, o meglio i Giochi che si svolgevano ad Olimpia, forse già avvenivano da qualche tempo, ma quelle del 776 AC hanno qualche documento e qualche notizia in più. E allora con l’immaginazione voliamo nel Peloponneso. I giochi che si svolgevano ad Olimpia erano i più importanti a quei tempi. Pindaro, poeta vissuto nel V secolo AC, scriveva: “Come l’acqua è il più prezioso di tutti gli elementi, come l’oro ha più valore di ogni altro bene, come il sole splende più brillante di ogni stella, così splende Olimpia, mettendo in ombra tutti gli altri Giochi”
Vincere le Olimpiadi nell’antichità era qualcosa di grandissimo: c’era la gloria eterna, c’era la riconoscenza eterna della Polis, il paese da cui veniva il campione. All’epoca non esisteva il motto di De Coubertin “L’importante è partecipare”: no, tremila anni fa ad Olimpia, dovevi solo vincere. Olimpia rispetto ad altri Giochi aveva qualcosa in più: perchè lì c’era un Santuario dedicato a Zeus, perchè lì le sacerdotesse di Hera con un gioco di specchi accendevano il fuoco (allora come oggi).
In quella prima edizione del 776AC le Olimpiadi durarono un solo giorno. E c’era una sola gara: potete capire il valore per il vincitore. Sarebbe stata gloria per sempre agli occhi di Zeus. E quella gara era lo Stadion, ovvero il giro di corsa dello stadio di Olimpia per un totale (circa) di 192 metri. E ci fu un vincitore: si chiamava Corebo di Elide. Corebo era un semplicissimo fornaio che proveniva dalla regione vicino ad Olimpia. Nulla si sa della sua vita, della sua carriera. Ma si sa la cosa più importante: ha vinto lo Stadion ad Olimpia nel 776 AC.
Il premio per Corebo fu molto semplice: un ramoscello d’ulivo da cingere in testa. Ma non fu solo ramoscello: ci fu la riconoscenza eterna della sua gente, ci fu una statua eretta in suo onore (così narra la leggenda) e la sua tomba fu circondata da un recinto sacro. Realtà o mito, storia o leggenda. Una storia lontana nel tempo ma con tanta emozione che rivive ogni quattro anni. Perche quel 776 AC a Olimpia, nascono i giochi Olimpici e Corebo di Elide ne è il primo vincitore