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Il biennio d’oro del Basket Roma

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Estate 1982: è l’estate in cui l’Italia del calcio diventa campione del mondo. E’ un’estate indimenticabile per il popolo italiano: quel successo di Madrid ci ha resi nuovamente orgogliosi del nostro sport. Ed è quella un’estate calda anche per il basket romano. Solo due anni prima c’era stata la promozione in serie A per la prima volta nella storia della Virtus Roma, evento che aveva portato molti romani al palazzetto dello sport. Poi due stagioni interlocutorie fino a quell’estate.

A sedersi nella panchina romana arriva Valerio Bianchini che due anni prima ha vinto lo scudetto con Cantù. Quella Cantù che con Milano e Bologna domina la serie A, una serie A in cui Roma non trova spazio. Bianchini, con la sua competenza, si rende conto di aver una squadra forte che può competere: ci sono Polesello, Gilardi, Sbarra, Solfrini, Hughes e Tombolato. Ma sa che a quella squadra manca un playmaker, manca quel campione che può davvero cambiare la storia. E così vola in Louisiana e se ne torna con un folletto di 175cm: il suo nome è Larry Wright.

E così la storia può aver inizio, i due anni magici del Basket Roma possono diventare realtà. Roma inizia forte e alla fine della Regular Season chiude con 22 vittorie e 8 sconfitte. Così come Milano che all’ultima perde con Livorno. Il quoziente punti dice che Roma è prima, Milano secondo. Nel frattempo Hughes si infortuna e Roma trova un altro pivot: è Clarence Kea, un altro che aiuterà a scrivere questa bella pagine di sport. Ai quarti Roma chiude 2-0 con Gorizia; in semifinale c’è Cantù, campione d’Europa in carica. Roma perde la prima in casa, poi va a vincere a Cantù e infine trionfa in gara 3 al Palaeur davanti a un pubblico impazzito. E’ finale, contro quella Milano campione in carica. E’ Roma-Milano, una sfida che diventa storia.

Roma vince gara 1 86-83 al termine di una partita punto a punto con uno strepitoso Wright. Poi a Milano, Mike D’Antoni e Meneghin non sbagliano nulla e si va alla bella che decide lo scudetto. Al Palaeur c’è il tutto esaurito e già due ore prima della palla a due c’è una bolgia. Roma non sbaglia nulla: Gilardi ne segna 23, Wright 22. Finisce 97-83 e a Roma si scatena la festa. E’ il primo scudetto di Roma basket, nell’anno del secondo scudetto della Roma del calcio. E’ Roma capoccia, come mai prima, come mai dopo.

L’anno successivo la squadra è la stessa. Ma in campionato la storia non si ripete: Roma chiude addirittura al nono posto, fuori dai playoff. Ma quell’anno c’è un’altra pagina di scrivere: è quella della Coppa dei Campioni. Roma passa i primi due turni contro i lussemburghesi del Dudelange e contro il Partizan Tirana e si arriva al gironcino a 6. Ci sono Cantù, il Limoges, il Maccabi, il Barcellona e il Bosna Sarajevo: sono 6 squadre per un sogno. Alla fine del girone in testa alla classifica ci sono Barcellona e proprio quel Banco di Roma che in campionato non riesce ad esprimersi al meglio. E a Ginevra, in Svizzera, saranno proprio loro a giocarsi il titolo europeo.

Il 29 marzo 1984 a Ginevra il Barcellona è favorito. Tra le fila dei blaugrana c’è un tale San Epifanio, uno che al tiro non sbaglia mai. Il Barcellona parte forte, vola a +13 e chiude il primo tempo a +10. Serve un’impresa a Roma contro una squadra fortissima. Quell’impresa che avviene in quel secondo tempo. E’ qui che Wright non sbaglia nulla, realizza il tempo perfetto coadiuvato da una squadra che in quei venti minuti vuole riscrivere la storia. A metà secondo tempo c’è il sorpasso e Roma non molla più. Sbarra realizza i due liberi del +6 e Roma può gridare alto nel cielo di Ginevra che è campione d’Europa. Finisce 79-73 e la storia è scritta. E in questo magico parallelismo romano, anche la Roma del calcio raggiungerà la sua prima (e unica) finale in Coppa Campioni: ma lì, all’Olimpico, contro il Liverpool furono solo lacrime.

Si chiude così il biennio magico del Banco di Roma: Campione d’Italia nel 1983, Campione d’Europa nel 1984. A questo va aggiunto anche il titolo di campione del mondo vinto sempre nel 1984. Roma non raggiungerà più quei livelli nel basket, ma quella rimarrà per sempre una magica storia di sport raccontata all’ombra del Colosseo. Questi i nomi dei giocatori che scrissero quelle pagine di sport: Larry Wright, Stefano Sbarra, Paolo Selvaggi, Giuseppe Grimaldi, Clarence Kea, Renzo Tombolato, Enrico Gilardi, Fulvio Polesello, Marco Solfrini, Gianni Bertolotti, Paolo Scarnati, Tullio Sacripanti, Darrell Lockhart, Roberto Paliani. Allenatore: Valerio Bianchini.

E’ il Banco di Roma, campione d’Italia e campione d’Europa

Foto: da bancodiroma/blogspot

Roberto Vallalta
Roberto Vallalta

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  • 14 Giugno 2026

    Alessandro commented on Italia 90: il sogno infranto di un paese

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Sono Roberto Vallalta, manager di giorno e appassionato di storie e di sport nel tempo libero

Questo è il mio blog, Pagine di Sport, nel quale riverso la mia passione. Mi piace leggere, informarmi e vivere la narrazione dello sport per poi creare dei post che arrivino a voi lettori e vi facciano proiettare con l’immaginazione, in quel momento, in quel luogo, dentro l’anima dello sportivo protagonista dell’episodio

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