

Europei di calcio, puntata numero 2. Dopo la prima edizione contrassegnata dalle numerose assenze, alle qualificazioni per Euro 1964 partecipano 28 nazionali: tra le grandi manca solo la Germania che vuole prepararsi al meglio per il mondiale 1966. E c’è anche l’Italia di Fabbri che riparte dopo le tante botte prese in Cile, liberamente concesse dall’arbitro Aston (colui che un giorno, davanti a un semaforo, inventò i cartellini gialli e rossi).
Il primo turno vede tra le altre la grande sfida tra Inghilterra e Francia: finisce 1-1 a Sheffield e 5-2 per i transalpini a Parigi grazie alle doppiette di Wisnieski e Cossou. Tutto facile per l’Italia che con la Turchia a Bologna vince 6-0 con la doppietta di Rivera e la quaterna di Alberto Orlando e si ripete 1-0 a Istanbul. Agli ottavi agli azzurri tocca l’Unione Sovietica campione in carica: a Mosca c’è un espulsione di Pascutti e un infortunio di Sormani e finisce 2-0 per i sovietici. Al ritorno a Roma, nonostante i proclami di vittoria italiani, finisce 1-1 e finisce così la prima avventura italiana agli Europei. La grossa sorpresa degli ottavi è il Lussemburgo che elimina la favorita Olanda pareggiando 1-1 ad Amsterdam e vincendo 2-1 nel ritorno giocando tra le altre cose a Rotterdam.
E’ tempo di quarti ed esplode la Spagna che con Amancio e Marcelino rifila un 5-1 e un 2-0 all’Irlanda. Passano anche Ungheria e Unione Sovietica, ma la vetrina se la prendono le due sorprese Danimarca e Lussemburgo che si sfidano in una sfida appassionante. E’ 3-3 a Lussemburgo, è 2-2 a Copenaghen: per la Danimarca segna sempre, 5 gol, Ole Madsen. Si va cosi allo spareggio di Amsterdam ed è ancora Madsen a fare il gol dell’1-0 portando i danesi alla fase finale.
La sede della fase finale è la Spagna, dove l’attesa è altissima. Si gioca a Madrid e Barcellona, al Santiago Bernabeu e al Camp Nou, stadi mitici della storia del calcio. La Spagna è la favorita, ma le polemiche in Spagna sono tante: Villalonga non ha convocato Gento, Di Stefano e Puskas per puntare su giocatori giovani. Per la Spagna è un Europeo che vale moltissimo perchè al potere c’è Francisco Franco che, come tutti i dittatori, usa la manifestazione, come spesso successo in passato, per rinforzare il suo potere e per fare propaganda su di lui e sulla sua gente.
A Madrid ci sono più di centomila spettatori per la semifinale con l’Ungheria e la Spagna soffre: si va ai supplementari sull’1-1, poi ci pensa Amancio Amaro Varela a far esplodere il Santiago Bernabeu al minuto 115. L’Unione Sovietica sconfigge 3-0 la rivelazione Danimarca e la finale sarà Spagna- Unione Sovietica.
Una partita particolare. Quattro anni prima la Spagna, o meglio Franco, si rifiutò di andare a Mosca creando incidenti diplomatici. Questa volta invece si gioca, questa volta vince lo sport. A Madrid ci sono quasi 130 mila spettatori, si gioca in un clima torrido. Segna subito Pereda, pareggia Schussanov. Sembra un altro incontro destinato ai supplementari ma non è così: perchè al minuto 85 è Marcelino Martinez su assist di Rivilla a portare la Spagna in trionfo. E’ lui l’”hombre del partido” in quel 21 giugno 1964. Vince la Spagna, vince Villalonga con le sue scelte, vince anche Franco con il suo partito. E’ il primo trionfo della Spagna: passeranno altri 44 anni prima che gli iberici tornino sul tetto d’Europa, ma questa è un’altra storia.
Questa la formazione della Spagna campione d’Europa 1964: Iribar, Rivilla, Olivella, Calleja, Zoco, Fustè, Amancio, Pereda, Marcelino, Suarez, Lapetra. Allenatore: Villalonga.
Questa invece la miglior squadra secondo il sito UEFA: Lev Yashin; Feliciano Rivilla, Dezso Novak, Ignacio Zoco, Ferran Olivella; Amancio Amaro, Valentin Ivanov, Luis Suarez; Ferenc Bene, Jesus Maria Pereda, Florian Albert
E’ il 1964 e la Spagna è campione d’Europa