

Giro, Tour e Mondiale nello stesso anno. Tanti ci hanno provato, ma riuscirci è altra cosa. E solo in due nella storia ce l’hanno fatta. Uno è Stephen Roche, era il 1987; l’altro è il più grande ciclista di tutti i tempi e il suo nome è Eddy Merckx, il cannibale. Il palmares del campione belga di Meensel Kiezegem è semplicemente impressionante: 5 giri, 5 Tour, 3 mondiali (più uno da dilettante), 7 Milano-Sanremo, 5 Liegi-Bastogne-Liegi, 3 Parigi-Roubaix e tanto tanto altro. Ma oggi vi raccontiamo quel 1974 in cui Eddy riscrive per sempre la storia del ciclismo.
Eddy arriva a quel 1974 avendo già vinto tutto e più di tutto e anzi, a inizio anno non sembra più quel cannibale che aveva dominato ogni corsa. E’ chiaro che il tramonto del campione è iniziato ma Eddy vuole lasciare un segno più grande e più devastante al suo dominio.
Dal 16 Maggio all’8 Giugno c’è il Giro d’Italia che quell’anno inizia a Città del Vaticano. E’ un giro che inizia sotto il segno dello scalatore spagnolo Manuel Fuente che guadagna minuti sui rivali tra cui Merckx. Poi nella cronometro di Forte dei Marmi il campione recupera ma in rosa resta Fuente, con tanta montagna davanti. La tappa di Sanremo cambia la storia con Fuente che crolla e Merckx che si prende quella maglia già indossata 4 volte. Il giro sembra finito, ma non è così perchè sulle Tre Cime di Lavaredo si assiste a una tappa epica: Fuente attacca e dietro attacca anche il giovane Baronchelli. Merckx è in difficoltà, sembra crollare ma tiene la maglia per 12 secondi. Sì, solo 12 secondi. Il giorno dopo ci sarà ancora montagna ma Merckx resisterà. E’ il quinto successo al Giro del campione, è il distacco più breve della storia del Giro. Rimane la piccola grande impresa di Baronchelli, ma questa è un’altra storia.
La stagione continua sette giorni dopo con il Giro di Svizzera. Merckx vince anche quel giro. Roche 13 anni dopo non ci riuscirà. Ma quell’anno, che sembra vedere il belga in difficoltà, fa vedere anche la forza mentale di un campione che forse non è più cannibale, ma ha la testa per vincere anche quando, forse, gli altri ne hanno di più.
Un’altra settimana ed è tempo di Tour de France. Mancano Ocana e Zoetemelk, manca il nostro Gimondi e Merckx inizia subito con la prima gialla nel prologo. Se nel giro Merckx soffre prima Fuente, poi Baronchelli, il Tour è un monologo nonostante i continui attacchi di Poulidor e Lopez Carril. Alla fine delle tre settimane Merckx chiude con 8 minuti di vantaggio sugli avversari e con ben 8 vittorie di tappa. In nove settimane il Cannibale ha vinto Giro d’Italia, giro di Svizzera e Tour de France. Nessuno, finora ce l’aveva fatta.
E’ il 25 Agosto, è Montreal che nel frattempo ha vinto l’organizzazione dei Giochi Olimpici del 1976. Nella città canadese si corre il mondiale. E’ un mondiale difficile, un percorso duro da ripetere 21 volte. Dopo 13 giri attacca Thevenet e guadagna un bel vantaggio. Merckx è dietro e capisce che deve reagire. LA sua accelerazione è impressionante, il gruppo si sgretola e rimangono in pochi a raggiungere Thevenet. Prima dell’ultimo giro sono solo in 4: Merckx, Poulidor, Martinez e Santambrogio. Il forcing del belga continua, rimane solo Poulidor. Ma in volata non c’è storia. vince Eddy Merckx, il suo quarto mondiale, il suo ultimo mondiale a chiuder un cerchio di gloria e trionfi che rimarranno per sempre.
Merckx è il più grande ciclista di tutti i tempi, lo dicono i numeri, lo dice il suo “cannibalismo”. Ma quell’anno, quel 1974, quell’anno in cui molti davano Merckx ormai a fine carriera, diventa l’anno più storico, più clamoroso, più leggendario del campione belga.
In tre mesi: Giro d’Italia, Giro di Svizzera, Tour de France, Mondiale. Come lui nessuno mai. Eddy Merckx, il cannibale