

DI DAVIDE LUGLI
L’imperatore ritorna a Parigi, dove un anno prima si era autoincoronato proprio come Napoleone. Ormai è fuori discussione Varenne sia il più forte e, forse, anche il più grande trottatore che la storia abbia mai conosciuto. Chi aveva anche solo un dubbio, dopo la trasferta americana e la stagione 2001 non può che celebrare ed ammirare quella forza della natura, un atleta chiamato cavallo come recitano alcuni poster. Per tutti è il capitano, dentro e fuori i confini italiani.
A Vincennes, il 27 gennaio 2002, è un altro tripudio di tricolori e l’attenzione è tutta sul cavallo italiano, gli altri sembrano relegati a semplici comparse dello show di Varenne. Alla partenza, Minnucci e il suo allievo ci mettono appena 100 metri per prendere la testa della corsa, una leadership conquistata con una facilità quasi disarmante. Il numero 18 degli “italiani” conduce di gran lena e nessun avversario tenta, o quasi, di affacciarsi ai fianchi del capitano. Come un anno prima la retta d’arrivo è un assolo di Varenne e Giampaolo Minnucci, tra lo sventolio delle bandiere italiane e la certezza, tra i presenti, di essere di fronte al più grande trottatore della storia.
Viene eletto cavallo dell’anno per la seconda volta consecutiva e la stagione di Varenne continua con una scia di successi che accresce, se possibile, l’epopea del baio ferrarese. Ancora Olimpiatravet e Lotteria, dove ritrova Victory Tilly che tenta un’ultima volta di mettere in discussione il ruolo dell’assoluto leader mondale. Fallisce, naturalmente, senza possibilità di appello. Sembra un lungo tour come solo le rockstar sanno fare quello del capitano, diviso tra italia, Europa e America. Un tour, appunto, ma d’addio. Varenne approfitta di queste trasferte per ritoccare record e mostrarsi ancora al mondo in tutta la sua bellezza. Vince nuovamente l’Elitlopp e bissa tutti i più grandi appuntamenti mondiali. Il 2002 diventa così un anno di passerelle, il suo canto del cigno, un modo per salutare tutti i suoi tifosi e gli appassionati in giro per il mondo.
La decisione di ritirare Varenne dalle corse è ampiamente maturata e l’ultimo giro sulla giostra vede come palcoscenico quello di Montreal sul finire di settembre. Quattro anni e mezzo dopo quella rottura prolungata a Bologna, il capitano si congeda dalle piste proprio nella stessa maniera, come tutto era iniziato. Sul circuito canadese viene squalificato ma fondamentalmente non interessa a nessuno perché questo è solo il finale di una parabola immensa.
Conclude la carriera con 62 vittorie in 73 corse, unico nella storia ad aver vinto nello stesso anno le tre corse più importanti del trotto mondiale ed essere stato cavallo dell’anno in tre paesi diversi. Dati, numeri, vittorie e record che però non rendono appieno ciò che è stato veramente Varenne, cosa abbia significato per gli sportivi italiani e per i tanti che ne sono diventati tifosi nel tempo. Le sue imprese hanno unito trasversalmente e non solo in Italia. Potremmo stare ore a parlarne, raccontare aneddoti e tanto altro.
Da stallone ha dato i natali a oltre 2000 puledri, generato campioni come Vernissage Grif solo per citarne uno, ma ridursi a fare una lista della spesa sarebbe un finale triste per raccontare la storia di una leggenda. No, non è quello che vogliamo fare. Abbiamo rivissuto la carriera del più grande trottatore che la storia abbia conosciuto, siamo tornati indietro a oltre 20 anni fa quando il suo mito è iniziato e ripercorso le gesta che hanno accompagnato la trepidazione per le sue corse e la gioia per le sue vittorie. Non è giusto finire così il nostro viaggio, c’è un altro modo. Perché se è vero che ci dimentichiamo spesso dei campioni e li lasciamo soli, in questo caso abbiamo un modo per farlo conoscere anche a chi non c’era o a chi non ha potuto vivere quei momenti. Come? Ora ve lo spieghiamo.
Dal 2021 esiste la “Casa di Varenne” e si trova a Villanterio, nel pavese. Contattando l’apposita mail info@varenne-official.com è possibile prenotare la domenica (ad oggi le prenotazioni sono chiuse e si potrà tornare a prenotare solo dal mese di settembre in poi vista l’elevata affluenza) una visita guidata del tutto gratuita e ad aspettarvi, oltre allo staff che se ne prende cura, ci sarà proprio lui, il Capitano. L’obiettivo del progetto è far conoscere tramite un viaggio itinerante, grazie ad un allestimento fatto di pannelli, testi e foto, la vita e le gesta del campione. Al termine della visita vi troverete di fronte a un recinto all’interno del quale, ad aspettarvi, ci sarà proprio Varenne. Tutto questo per dare il giusto riconoscimento a un atleta favoloso e permettere a tutti di poterlo incontrare dal vivo.
Ed è così che si conclude il nostro viaggio nella leggenda di un cavallo capace di risvegliare l’orgoglio di tanti italiani e di abbattere muri fino a quel momento considerati invalicabili. Aver raccontato la sua storia è un atto d’amore verso un puledrino che aveva un destino segnato e che la natura, con il suo essere così strana e allo stesso tempo meravigliosa, ha letteralmente sovvertito. È stato un piacere raccontarti Varenne, grazie davvero di tutto.
1 Comment
Quella di Varenne è realmente una parabola da brividi; lui è diventato Campione insieme all’uomo, ma si è fatto Leggenda da solo. Vedere alcune rimonte di questo prodigio rimarrà per sempre tra I momenti di sport più emozionanti.