

Era stata una delle squadre più belle di tutti i tempi, ma tra il 1974 e il 1978 non era riuscita a vincer nessun titolo. L’Olanda di quegli anni aveva cambiato la storia del calcio ma senza lasciare il proprio nome scritto negli annali. Poi, nel 1988, quella maglia arancione amatissima anche da metà Milano entra nel grande libro degli Europei.
Ma andiamo con ordine. E’ la Germania Ovest, vicecampione del mondo, ad ospitare la rassegna europea. Ai padroni di casa si aggiungeranno sette nazionali provenienti dai gironi di qualificazione. E qualche sorpresa arriva fin da subito. E’ fuori la Francia che dopo il ritiro di Platini e Tigana non è riuscita a confermare il calcio champagne di quattro anni prima; è fuori il Belgio rivelazione del mondiale messicano eliminato dall’Eire. Si qualificano Olanda, Inghilterra, Unione Sovietica, Danimarca, Spagna. Per l’Italia invece è tempo di rivoluzione. Dopo il fallimento in Messico il nuovo allenatore è Azeglio Vicini e con lui si fanno strada Vialli, Mancini, Giannini, Zenga: è una bella nazionale, a volte anche troppo bella. La qualificazione arriva dopo un girone combattuto con Svezia, Svizzera, Portogallo e Malta. Dopo la sconfitta in Svezia è necessario superare i gialloblu in casa: a Napoli è sabato pomeriggio quando una sensazionale doppietta di Vialli porta l’Italia agli Europei. Una partita che sicuramente tanti lettori ricorderanno.
Il 10 Giugno 1988 ha inizio quindi l’europeo tedesco: Spagna, Olanda, Germania Ovest e l’Inghilterra sono le favorite. L’incontro inaugurale è Germania Ovest – Italia. Segna Mancini che esulta in modo un pò polemico, poi l’inglese Hackett inventa una punizione a due in area di rigore per i tedeschi e Brehme fa 1-1. Per gli azzurri è necessario così battere la Spagna. Con gli iberici che in campo hanno Butragueno, Michel, Sanchis, Camacho, Gallego serve un’impresa. E l’Italia gioca bene, vince e convince: 1-0 con splendido gol di Luca Vialli. Il 2-0 contro la Danimarca alla terza giornata con reti di Altobelli e De Agostini porta gli azzurri in semifinale.
Il girone B è un romanzo thriller: ci sono Inghilterra, Olanda, Eire e Unione Sovietica con i temuti tifosi al seguito (singolare il fatto che due anni dopo ad Italia 90 Inghilterra, Olanda e Eire si ritrovarono ancora nello stesso girone). L’esordio vede i verdi d’Irlanda superare 1-0 i favoriti inglesi, mentre i sovietici vincono 1-0 con una bella, ma forse ancora incompiuta, Olanda con un tale Marco Van Basten in panchina. Poi nella seconda giornata il mondo conosce il cigno di Utrecht: Olanda-Inghilterra finisce 3-1 con tripletta di colui che aveva aiutato il Milan a riconquistare lo scudetto poche settimane prima. Eire e Urss pareggiano 1-1 e tutto si gioca all’ultima giornata. Se i sovietici sconfiggono senza problemi una deludente Inghilterra che, nonostante Lineker, chiude a zero punti, a Gelsenkirchen tra Olanda ed Eire è sfida non bella ma vibrante per intensità. E la decide Wim Kieft, attaccante del Pisa, a otto minuti dalla fine: incredibile pensare la qualità di giocatori presenti in Italia in quegli anni.
Germania Ovest – Olanda e Unione Sovietica – Italia sono quindi le semifinali del campionato europeo. Ad Amburgo scende in campo tutta la Germania che vuole spingere la propria nazionale in finale. E’ la rivincita della finale del 1974, è una bella partita. Gli olandesi vengono dalla vittoria in Coppa dei Campioni con il PSV e l’anno precedente hanno vinto la Coppa delle Coppe con l’Ajax: ci sono Rijkaard e Van Basten, Vanenburg e Ronald Koeman, Van Tiggelen e Van Aerle. Matthaus la sblocca su rigore, Koeman la pareggia, sempre su rigore. Poi a un minuto dalla fine il diagonale in scivolata di Marco Van Basten porta gli arancioni in finale.
A Stoccarda affrontiamo i sovietici convinti dei propri mezzi: è bella l’Italia vista con Spagna e Danimarca, mentre i ragazzi di Lobanovski non hanno brillato. Ma i nomi di quella squadra fanno paura: Dasaev, Litovtchenko, Protassov, Belanov, Kidiatullin. E quella semifinale non ha storia: anche noi siamo sorpresi da una squadra russa che non sbaglia nulla. Finisce 2-0, senza attenuanti, con reti di Litovchenko e Protassov nel secondo tempo. Usciamo dall’Europeo, consapevoli che l’obiettivo è il biennio successivo che ci porterà al mondiale italiano.
Il 25 Giugno all’Olympiastadion di Monaco è tempo di finale: Olanda – Unione Sovietica. A differenza delle attese non è una finale spettacolare, ma è una finale destinata comunque a passare alla storia del calcio. Perchè al minuto 34 Van Basten pennella un cross perfetto e Gullit, fino a quel momento non uno dei migliori, insacca di testa per l’1-0. Fatica a reagire l’Unione Sovietica che forse con l’Italia ha giocato la partita perfetta e in quella finale paga la stanchezza. Poi, nel secondo tempo, ecco il momento che entra nella storia olandese e nella storia del calcio. E’ il minuto 54 quando Muhren effettua un lungo cross e Marco Van Basten al volo da posizione impossibile realizza uno dei gol più belli del grande libro del calcio. E’ 2-0 e qui si scrivono i titoli di coda di una partita che l’Olanda di Michels controlla agevolmente. Finisce così, finisce con il meritato triondo dell’Olanda, e con la consacrazione di Marco Van Basten, un campionissimo fermato solo da una serie infinita di infortuni.
Ma quell’Olanda, allenata da Rinus Michels, non era solo Van Basten: era una squadra forte e completa in ogni reparto, con una difesa imperforabile e un centrocampo che univa estro e solidità, velocità e forza fisica. E’ una formazione che tra Amsterdam e Rotterdam conoscono una memoria, ma una formazione che anche tanti amanti di calcio non possono dimenticare, come quella maglia dall’arancione un pò sbiadito che ha scritto una pagina bellissima di calcio.
Questi i protagonisti arancioni di quel 25 Giugno 1988: Hans Van Breukelen, Adri Van Tiggelen, Berry Van Aerle, Erwin Koeman, Jan Wouters, Ronald Koeman, Gerard Vanenburg, Arnold Muhren, Marco Van Basten, Ruud Gullit, Frank Rijkaard.
Questa invece la formazione tipo di Euro 1988 secondo UEFA:
Hans Van Breukelen – portiere (Olanda)
Giuseppe Bergomi – difensore (Italia)
Ronald Koeman – difensore (Olanda)
Franck Rijkaard – difensore (Olanda)
Paolo Maldini – difensore (Italia)
Giuseppe Giannini – centrocampista (Italia)
Lothar Matthaus – centrocampista (Germania Ovest)
Jan Wouters – centrocampista (Olanda)
Ruud Gullit – attaccante (Olanda)
Gianluca Vialli – attaccante (Italia)
Marco Van Basten – attaccante (Olanda)
Euro 1988: il tempo di una grande Olanda