

Svezia 1992 è un Europeo senza Italia, ma è forse l’ europeo più ricordato, più emozionante, più indimenticabile , più iconico della storia. Perchè in quel 1992 c’è il calcio che intreccia la storia del mondo, c’è una guerra sullo sfondo, c’è un paese che vive un sogno, c’è il dramma umano di un campione: mai come in quel 1992 l’Europeo è un romanzo.
Le qualificazioni iniziano a Settembre 1990, pochi mesi dopo il mondiale italiano che ci ha lasciato tanta delusione. Passano i gironi senza particolari problemi Inghilterra, Francia (a punteggio pieno), Olanda e Germania. Si qualifica per la prima volta la Scozia in un girone combattutissimo con Svizzera e Romania. E poi c’è l’Italia di Vicini che nel suo girone incontra URSS, Norvegia, Ungheria e Cipro. L’inizio in Ungheria è deludente e lascia spazio a presagi negativi: e così sarà. La sconfitta in Norvegia complica tutto: serve vincere a Mosca, ma le speranze finiscono in un tiro di Rizzitelli che colpisce il palo. Finisce così l’avventura di Vicini che lascerà il posto a Sacchi.
Rimane il gruppo 4 dove ci sono Jugoslavia e Danimarca: è la Jugoslavia di Prosinecki, Pancev, Boban, Jarni, Bazdarevic, Savicevic, è una squadra che vuole vincere e far sognare il proprio popolo. Vince il girone davanti alla Danimarca ma intanto i venti di guerra sono sempre più forti nei territori balcanici. E con la guerra arriva la morte, lo strazio, le immagini terribili che ci giungono dalla televisione: immagini lontane, ma luoghi appena al di là del confine. Arrivano le sanzioni internazionali e il 31 Maggio viene vietata alla Jugoslavia ogni manifestazione sportiva: è la fine di una squadra che sarebbe potuta essere, e non è stata. Mancano dieci giorni all’Europeo e la UEFA chiama la Danimarca. I giocatori sono in ferie, l’allenatore Moller-Nielsen sta ristrutturando casa, ma tutti decidono di andare in Svezia. Tutti meno uno, Michael Laudrup.
Il 10 giugno inizia così l’Europeo svedese: il calcio cerca di allontanare i rumori della guerra, così forti nel cuore d’Europa. Germania e Olanda sono le favorite: la Germania campione del mondo con nuovi innesti come Riedle, Doll e Sammer vuole riprendersi il titolo, l’Olanda vuole confermarsi. C’è attesa anche per la Francia di Papin e Cantona e per la Svezia padrona di casa.
Il 10 Giugno Svezia e Francia, nel gruppo A, pareggiano 1-1 mentre il giorno dopo l’Inghilterra viene fermata 0-0 dalla Danimarca che pensa solo a difendersi. La seconda giornata presenta il derby scandinavo: vince la Svezia 1-0 mentre Francia e Inghilterra pareggiano 0-0. L’ultima giornata segna l’inizio della favola danese: nessuno crede al loro passaggio del turno invece Larsen e Elstrup regalano un clamoroso 2-1 contro i francesi. A Stoccolma intanto la Svezia supera 2-1 l’Inghilterra e così Svezia e Danimarca sono in semifinale.
Nel girone B c’è un altro capitolo di storia rappresentato dalla CSI, la Comunità degli Stati Indipendenti, ovvero l’ex Unione Sovietica che ha eliminato l’Italia. L’URSS non c’è più, la storia del mondo ha cambiato anche il calcio. E c’è anche la Germania unita, per la prima volta, dopo il crollo del muro di tre anni prima. E’ un mondo che sta cambiando per sempre. E’ un girone dominato dall’Olanda che supera Scozia e Germania e pareggia con CSI: tra gli arancioni brilla un tale Denis Bergkamp. Al secondo posto passa la Germania grazie anche al pareggio all’ultimo minuto contro la CSI con gol di Haessler.
Saranno così Svezia-Germania e Danimarca-Olanda le semifinali di questo folle Europeo. A Stoccolma è una partita bellissima con protagonisti Haessler e Riedle da una parte, Brolin e Kenneth Andersson dall’altra. Finisce 3-2 per gli uomini di Berti Vogts che negli appuntamenti importanti non mancano mai. Delusione per gli svedesi che ora iniziano a tifare i vicini danesi. A Göteborg la Danimarca inizia a credere che la cenerentola possa diventare regina. Segna due volte Larsen, ma gli olandesi rimangono in partita con Bergkamp e Rijkaard. Si infortuna al ginocchio Andersen (scena terribile vista in diretta) ma i danesi continuano a correre verso un sogno impossibile. Si va ai rigori: segnano tutti, eccetto uno, Marco Van Basten. E’ Schmeichel a parare e far impazzire il popolo danese.
Il 26 Giugno è la serata di Danimarca-Germania. Sulla carta non c’è partita. I danesi erano in vacanza fino poche settimana prima, ora sono là a giocarsi la finale. E tra i titolari c’è anche Vilfort, colui che sta vivendo il sogno europeo ma anche il dramma di una figlia malata di leucemia. Vilfort gioca le partite e poi torna in Danimarca per star vicino alla bambina. Passano 18 minuti e Jensen, con un tiro da lontano porta avanti la Danimarca. Ora l’impossibile può diventare realtà. La Germania si butta in avanti, la Danimarca si difende in modo ordinato, messa in campo in modo perfetto da Moller-Nielsen. Schmeichel allontana tutte le minacce. Poi, al minuto 78, è proprio Vilfort con un tiro forte e preciso a chiudere la partita: sì, proprio Vilfort, il padre di una bimba che sta morendo. E’ 2-0 Danimarca: a Copenaghen scoppia la festa più inattesa del calcio.
Una festa triste, per la drammatica guerra in Jugoslavia, e per il dramma di Vilfort. Ma il calcio può aiutare a dimenticare il male del mondo.
Finisce così Euro 1992. Lo vince la Danimarca che scrive una delle pagine più belle e romantiche del calcio, una pagina di sport da conoscere, che fa sorridere, piangere, commuovere. E’ il calcio che si intreccia con la storia del mondo scrivendo un romanzo popolare che non dimenticheremo mai. Ma è anche un calcio che purtroppo rimane sconvolto e impotente di fronte ai fatti: perchè la guerra continuerà per tanti anni tra migliaia e migliaia di morti, e la piccola Line Vilfort, morirà, coccolata dal padre Kim poche settimane dopo quella finale.
Questi i nomi di quei protagonisti con la maglia rossa che hanno scritto una della pagine più belle dello sport: Peter Schmeichel, John Sivabaek, Lars Olsen, Torben Piechnik, Kent Nielsen, Kim Christofte, John Jensen, Kim Vilfort, HEnrik Larsen, Brian Laudrup, Flemming Povlsen, Claus Christiansen. Allenatore: Richard Muller Nielsen
Questa la formazione UEFA di Euro 1992
Peter Schmeichel (portiere) – Danimarca
Jocelyn Angloma (difensore) – Francia
Laurent Blanc (difensore) – Francia
Jurgen Kohler (difensore) – Germania
Andreas Brehme (difensore) – Germania
Ruud Gullit (centrocampista) – Olanda
Stefan Effenberg (centrocampista) – Germania
Thomas Haessler (centrocampista) – Germania
Brian Laudrup (centrocampista) – Danimarca
Dennis Bergkamp (attaccante) – Olanda
Marco Van Basten (attaccante) – Olanda
E’ il 26 Giugno 1992, è Stoccolma, è favola, è Danimarca campione d’Europa