

Le Olimpiadi hanno regalato tante storie meravigliose di sport, pagine epiche, pagine che non si possono dimenticare. Le Olimpiadi ci hanno regalato attimi eterni che rimangono lì nella memoria della gente o che sono state scritte, tramandate, raccontate, di padre in figlio, di generazione in generazione. E anche Londra 1908 ha le sue tante storie. Noi abbiamo scelto di raccontare quella di Ray Ewry, una storia di sport, una storia di vita, una storia di resilienza e della capacità di vincere le avversità della vita. Ray ha trasformato una vita difficile in una straordinaria storia olimpica.
E’ il 1873 quando a Lafayette, in Indiana, nasce Raymond Clarence Ewry. Ed è a Londra, ai Giochi del 1908, quando Ray Ewry vince le sue ultime due medaglie d’oro olimpiche. Le ultime, perchè vedrete, ne ha vinte tante. A pochi anni di età Raymond si ritrova orfano, senza l’amore dei genitori e di una famiglia; poi a 7 anni si imbatte nella poliomielite, una malattia all’epoca devastante. Ray finisce in sedia a rotelle e la diagnosi dei medici non lascia speranze: Ray avrà bisogno della sedia a rotelle per tutta la vita.
Ma a volte nella vita delle persone entrano alcuni “angeli”: e per Ray l’angelo è un medico visionario, che sta sperimentando la ginnastica isometrica. Ray si fida di lui, lo ascolta tutti i giorni, si allena duramente, crede nel sogno di poter tornar a camminare e a vivere. E vince la sua sfida, torna a camminare. E non solo, inizia il percorso che lo porterà ad esser uno dei più grandi sportivi di sempre. A 18 anni Ray si iscrive alla Università e inizia a giocare con successo a football; ma anche qui la sfortuna le sbarra la strada e un grave infortunio con frattura alla spalla lo costringe ad abbandonare il football. Ma Ray è un atleta eccezionale dalla grande forza mentale e inizia a dedicarsi all’atletica. Si trasferisce a New York e inizia a praticare il salto in lungo da fermo, una specialità all’epoca molto seguita. E inizia così la storia clamorosa di Ray Ewry.
Alle Olimpiadi di Parigi del 1900 Ray a 27 anni, alcuni dei quali passati in sedia a rotelle. E in un giorno solo vince tre medaglie d’oro: salto in alto da fermo, salto in lungo da fermo e salto triplo da fermo. Tre ori in un giorno, come lui nessuno mai. Quattro anni dopo ecco Saint Louis con quei giochi tanto criticati ed ecco altri due ori per Ray nel salto in lungo e nel salto in alto, sempre da fermo. Ormai Ray è una celebrità e viene chiamato “la Rana Umana” per la sua innata capacità di saltare. Nel 1906 c’è spazio anche per i Giochi Intermedi di Atene (mai riconosciuti dal CIO): ed anche all’ombra del Partenone Ray Ewry vince due ori.
Arriviamo a Londra. Ray ormai ha 35 anni e non si presenta da favorito. Ci sono atleti più giovani e più in forma di lui; inoltre un infortunio ne rallenta la preparazione. Questa volta per Ray vincere sarà impossibile. Ma nessuno considera che Ray Ewry è uno che si è rialzato da una sedia a rotelle e da una poliomielite devastante. E’ il 22 luglio e nel salto in lungo da fermo vola a 3m33, 11cm in più del greco Tsiklitiras e dell’altro statunitense Sheridan. E’ l’oro numero sette della sua incredibile storia. Il giorno dopo, il 23 Luglio, è il giorno del salto in alto da fermo. E per la Rana Umana Ray Ewry è ancora oro con 1m57, 2cm in più dello stesso greco Tsiklitiras.
Per Ray Ewry si chiude così un percorso olimpico netto: 8 gare disputate, 8 ori olimpici. E se aggiungiamo i due ori vinti ai Giochi Intermedi, sarebbero 10. Solo una persona nella storia dei Giochi ha vinto più medaglie: viene da Baltimora e si chiama Michael Phelps.
Ray morirà nel 1937 ed entrerà nella Hall of Fame solo nel 1983. Un eroe dello sport dimenticato per troppo tempo. Perchè vincere 8 ori olimpici dopo esser stato 5 anni in sedia a rotella è una storia pazzesca, la storia di un bambino prima e di un adolescente poi che ha creduto nei suoi sogni e alla fine li ha trasformati in realtà. Una pagina di sport, una pagina di vita
Foto: da articolo ultimarazzia