

Anversa 1920 è l’Olimpiade della rinascita. La guerra mondiale si è conclusa da poco, in Europa la situazione è critica per i danni della guerra, per le epidemie, per la difficile ripartenza di un mondo sconvolto. I Giochi, che si sarebbero dovuti tenere a Berlino, si svolgono ad Anversa, in Belgio, anche per premiare uno dei paesi più colpiti dalla guerra. Anversa 1920 è un’edizione olimpica con poco pubblico: ma qui, in Belgio, per la prima volta viene sventolata la bandiera olimpica con i cinque cerchi, un forte messaggio di pace al mondo.
E per celebrare l’unica Olimpiade svolta in Belgio, oggi vi raccontiamo la storia di Hubert Van Innis, un arciere eccezionale, lo sportivo con più medaglie olimpiche della storia belga. Hubert nasce nel 1866 nel Brabant Belga, e fin da piccolo viene mandato dai genitori a consegnare il latte nelle case della periferia di Bruxelles. Con lui, oltre al latte, c’è un cane e un carretto. La leggenda narra che a fine consegne Hubert lasciava il cane a casa e andava di nascosto a tirare con l’arco: nasce così il racconto di un campione che farà la storia di questo sport.
Già a 16 anni Hubert vince il primo titolo Belga e olandese. Nel 1900 è tempo di Olimpiadi di Parigi e in quell’edizione dei Giochi il campione belga vince due ori nel Cordon Dorè 33m e nel Chapelet 33m e un argento nel Cordon Dorè 50m. Purtroppo il suo palmares potrebbe diventare clamoroso, ma Van Innis non partecipa alle edizioni di Saint Louis e Londra, mentre a Stoccolma il tiro con l’arco non è sport olimpico.
E così Hubert deve aspettare i Giochi di Anversa, a casa sua. Hubert ha 54 anni ma non può mancare questo appuntamento. Il tiro con l’arco in Belgio è molto popolare e Hubert, oltre a esser un gran arciere, è personaggio noto per esser molto ricco e molto stravagante. Infatti oltre a tirare con l’arco ha un ristorante vicino a Bruxelles, un ristorante visitato molto spesso dal re Leopoldo II. Ai giochi di Anversa Hubert è uno dei personaggi più attesi e la sua Olimpiade sarà trionfale. Sede di gara del tiro con l’arco è Nachtegalen Park. E qui Van Innis vince quattro medaglie d’oro nel bersaglio mobile 33m e 28m individuale e nel 33m e 50m a squadre. A questi ori vanno aggiunti due argenti nei 50m individuali e nei 28m a squadre. In totale Hubert Van Innis conclude la sua avventura olimpica con 6 ori e 3 argenti, diventando il campione più titolato del Belgio. Certo, un particolare dobbiamo aggiungerlo. Molte delle gare di Anversa hanno due o tre concorrenti in gara e sono olandesi o francesi. Ma questo nulla toglie all’impresa di Van Innis, nulla lo sposta dal gotha della storia del tiro con l’arco.
Ed è incredibile pensare che dopo Anversa Van Innis continua a tirare: ma l’arco non tornerà più sport olimpico fino a Monaco 1972. Ma nel 1933 Hubert, lo stravagante arciere belga, vince un oro ai mondiali all’età di 67 anni riscrivendo un piccolo pezzo di storia sportiva. E vince quell’oro cambiando braccio di tiro per i dolori al braccio sinistro. Hubert, in seguito, continuerà a vivere il mondo dello sport e a seguire le vicissitudini dell’arco, oltre a gestire il ristorante e oltre a fare vita mondana, fino agli ultimi della sua vita (morirà a 95 anni nel 1961)
E’ questa la storia di Hubert Van Innis, il Guglielmo Tell del Belgio. Se passate a Elewijt, la sua città d’origine nel Brabant Fiammingo, troverete una sua statua e una via a lui dedicata. E non solo troverete anche un parco sportivo a lui intitolato. Perchè Hubert Van Innis, in quell’edizione dei Giochi di Anversa 1920, ha scritto un pezzo di storia dei Giochi e un pezzo di storia del Belgio
Foto: Olympedia