

1924, settima edizione dei Giochi Olimpici. E’ l’ultima edizione con il barone Pierre de Coubertin a capo del movimento Olimpico e i Giochi tornano a Parigi, 24 anni dopo l’edizione (non fortunata) del 1900. Questa volta, in una Parigi che sta rinascendo dalla Guerra Mondiale, si celebra una bellissima edizione Olimpica con tanti campioni, tanti risultati straordinari, tanto pubblico e tante storie da raccontare. Ne abbiamo scelto una ed è quella di Richard Norris Williams.
Richard Norris Williams è uno statunitense con genitori di Philadelphia che nasce nel 1891 in Svizzera. I genitori si sono trasferiti in Svizzera per curare una patologia del padre. In terra elvetica Richard vive la sua infanzia e si innamora fin da subito del tennis. Quella dei Williams è una famiglia ricca e benestante, così ricca che il padre Duane con il figlio Richard il 10 Aprile 1912 salpano da Cherbourg, in Francia, con il Titanic per tornare negli Stati Uniti.
Ed è così che una storia di sport si interseca in uno degli avvenimenti più iconici, simbolici e drammatici del Ventesimo secolo. Il 14 Aprile, mentre all’interno del Titanic c’è tanta vita e tanta gioia, la nave si schianta contro un iceberg e inizia ad affondare. Per la maggior parte dei passeggeri il destino è scritto per sempre. Ed anche per Duane e Richard, che in quel viaggio avevano parlato anche di tennis e del futuro del giovane campione, sembra che tutto debba concludersi in quella notte gelida al largo di Terranova.
e corrono verso il ponte. Richard si accorge di un passeggero chiuse dentro una cabina che non può uscire e con la forza sfonda la porta in una scena ripresa poi dal celebre film Titanic. In preda al panico i due non raggiungono le scialuppe e qui il destino dei due si separa per sempre. Il padre Duane muore, Richard invece si getta nelle acque gelate di Terranova e raggiunge a fatica la motonave Carpathia. Richard è salvo ma le gambe sono congelate. Per i medici devono essere amputate ma Richard dice che non vuole, quelle gambe gli servono per giocare a tennis. E avrà ragione. Richard giunge a New York camminando tutti i giorni nella nave che lo trasporta e facendo una fatica enorme per la complessa situazione delle gambe. Ma arriva a New York, si cura e può tornare alla sua grande passione, il tennis.
E da qui la storia del Novecento, lascia spazio alla storia dello sport. Richard, detto Dick, nel 1914 vince l’US Open nel doppio e nel doppio misto e nel 1920 vince Wimbledon. E così torniamo in Francia, da dove era partito il Titanic, da dove era partito il viaggio di Richard verso l’America e, purtroppo, verso la morte del padre. Richard partecipa al torneo di doppio misto assieme a Hazel Hotchkiss Wightman che vanta molti successi nel doppio agli US Open. L’esordio è contro i greci Zerlentis e Valaoritou e il risultato è 6-2 6-1 senza grossi problemi. Ai quarti ci sono gli svedesi Fick e Muller: ed anche qui è 8-6 6-2.
La coppia è affiatata e sicura di sé e Dick vuole dedicare la medaglia olimpica al padre Duane che lo ha iniziato alla passione per il tennis. In semifinale c’è la sfida più difficile contro i britannici McKane e Gilbert: Dick e Hazel perdono il primo set ma poi riescono a vincer la partita e qualificarsi alla finale con il punteggio di 2-6 8-6 6-1. E in finale, il 21 luglio, nel derby statunitense contro Jessup e Richards non c’è storia: finisce 6-2 6-3 e Dick, che 12 anni prima si era gettato in mare per sfuggire a un destino segnato, vince il suo oro olimpico.
Richard Norris Williams entrerà nella Hall of Fame del Tennis nel 1957 e morirà a Philadelphia nel 1968. Ma Dick rimarrà per sempre nella storia dello sport per aver sconfitto il destino che lo aveva colpito in una tragica notte di Aprile del 1912. Dick, con quel tuffo nel mare, aveva salvato la sua vita e aveva scritto il primo passo di una bellissima pagina di sport. Una pagina di sport che diventa realtà a Parigi nel 1924, cento anni fa quando Richard Norris Williams vince l’oro nel doppio misto nel torneo olimpico di tennis
Foto: Imago