

Con l’Italia campione del Mondo dopo la magica notte di Berlino, a settembre 2006 inizia la corsa a Euro 2008. Si gioca in Austria e Svizzera, nel cuore dell’Europa.
Le qualificazioni fanno una vittima illustre: l’Inghilterra di Steve McLaren viene eliminata da Croazia e Russia. Per l’Italia non è tutto facile: l’inizio vede un pareggio interno con la Lituania e una sconfitta netta in Francia nella rivincita di Berlino. Aleggiano i fantasmi del post 1982, ma poi la squadra di Donadoni cambia marcia e si qualifica per la rassegna europea dopo una bella vittoria in Scozia.
Il 7 Giugno 2008 a Basilea con Svizzera-Rep.Ceca inizia il campionato Europeo e Sverkos regala la vittoria ai cechi. Il girone A vede le qualificazioni di Portogallo e Turchia. E’ folle la qualificazione dei turchi: dopo la sconfitta netta con il Portogallo, con la Svizzera recupera dallo 0-1 e vince 2-1 grazie a un gol di Arda al minuto 92, con la Rep. Ceca, in svantaggio 0-2 al minuto 75, vince 3-2 con con una doppietta di Nihat tra il minuto 88 e 90. A Istanbul scoppia la festa. Tutto facile nel girone B per Croazia e Germania che eliminano senza problemi la Polonia e l’Austria, l’altra padrona di casa. Passaggio del turno agevole anche per Spagna e Russia contro Svezia e i campioni in carica della Grecia che non ripetono il miracolo di Lisbona: le furie rosse si fanno notare fin da subito con Villa, Fabregas e Torres e un gioco che schianta gli avversari.
L’Italia è inserita nel gruppo C: è il girone di ferro con Francia e Olanda. E l’inizio è choc: l’Olanda di Van Basten domina e ci sconfigge 3-0. Il secondo match è con la Romania: ed è ancora una brutta Italia. Andiamo sotto con Mutu, pareggiamo con Panucci, poi Mutu ha il rigore che può spedire l’Italia a casa, ma Buffon ci mantiene in vita. Finisce 1-1 e ci giochiamo tutto con la Francia. E finalmente è una bella Italia: Pirlo e De Rossi ci regalano il 2-0 mentre la super Olanda di Van Basten sconfigge la Romania. L’Italia è ai quarti, soffrendo e senza brillare.
Portogallo e Germania danno vita a un bellissimo quarto di finale: gol, occasioni, ritmo alto, emozioni. Alla fine vince la Germania e per il Portogallo il sogno di arrivare in fondo a una competizione sfuma per l’ennesima volta. Si parlava prima delle rimonte della Turchia: ciò che succede a Vienna è un altro capitolo di questa storia. Per 119 minuti è una partita bruttissima che si prepara ai calci di rigori: poi segna Klasnic di testa per la disperazione turca. Ma non è finita: perchè al minuto 122 con tutti i turchi all’attacco pareggia Senturk. Si va ai rigori dove i croati, frastornati da ciò che è appena successo, ne sbagliano tre su quattro: è 3-1 ai calci di rigore, è semifinale per la Turchia, sei anni dopo il mondiale nippocoreano. La sorpresa dei quarti arriva da Basilea dove la lanciatissima Olanda sfida la Russia. E se gli uomini di Van Basten non brillano, quelli dell’altro olandese Hiddink trovano la partita perfetta grazie a un meraviglioso Arshavin: 3-1 Russia e Olanda a casa.
A Vienna si gioca Spagna e Italia: la Spagna non ci ha mai battuto nelle partite importanti. E la storia dice che per diventare grande devi batter la tua bestia nera. Non è la Spagna del girone eliminatorio ed è una buona Italia. La Spagna ha una superiorità territoriale, ma il risultato non si sblocca: si va così ai rigori, quei rigori che a Berlino ci avevano fatto gioire, questa volta ci fanno piangere. Sbagliano De Rossi e Di Natale, Fabregas segna l’ultimo, la Spagna è in semifinale.
Turchia-Germania è la prima semifinale: in Turchia si ferma tutto il paese per questo momento storico del calcio. E quando Ugur Boral porta avanti i ragazzi di Terim il sogno prende forma. Ma con i tedeschi non è mai finita: e prima Schweinsteiger poi Klose portano i tedeschi alla sesta finale europea della loro storia. A Vienna si sfidano Spagna e Russia che si sono già incontrate nel primo incontro dell’Europeo. E come tre settimane prime, è ancora dominio per i ragazzi di Aragones: finisce 3-0 con una impressionante prova di forza delle Furie Rosse con reti di Xavi, Guiza e Silva.
Spagna-Germania è quindi la finale di Euro 2008: chi la storia l’ha già scritta contro chi vuole iniziar a scriverla. Dopo 15 minuti di controllo la Spagna inizia a tener palla, a spingere i tedeschi nella loro area, a giocar a memoria. Inizia forse qui l’epopea del calcio spagnolo. E al minuto 33 Xavi lancia Torres che supera Lehmann: 1-0 per le Furie Rosse. Nel secondo tempo la Germania ci prova ma davanti c’è una squadra che da centrocampo in avanti gioca a memoria e dietro si difende perfettamente: fare gol alla Spagna è impossible e lo dimostreranno i quattro anni a seguire. Quando Rosetti fischia la fine dell’incontro in tutta la Spagna scoppia la festa: sono passati 44 anni dall’unico e ultimo trionfo, ma questo ha tutt’altro valore. La notte di Vienna è l’inizio di una storia pazzesca del calcio degli anni Duemila: la storia di una squadra che per quattro anni dominerà il mondo, incantando gli appassionati. La storia di campioni che scriveranno il grande libro del calcio: uno su tutti, Andres Iniesta.
Questa la formazione scesa in campo la notte del 29 Giugno: Iker CAsillas, Sergio Ramos, Carlos Marchena, Carles Puyol, Joan Capdevila, Marcos Senna, Andres Iniesta, Xavi, Cesc Fabregas, David Silva, Fernando Torres. Entrati dalla panchina: Xabi Alonso, Santiago CAzorla, Daniel Guiza. Infortunato quel giorno: David Villa. Allenatore: Luis Aragones. Che squadra spettacolare.
Questa la formazione UEFA di Euro 2008:
Iker Casillas (Spagna) – portiere
Philipp Lahm (Germania) – difensore
Carles Puyol (Spagna) – difensore
Carlos Marchena (Spagna) – difensore
Yuri Zhirkov (Russia) – difensore
Luka Modric (Croazia) – centrocampista
Marcos Senna (Spagna) – centrocampista
Xavi Hernandez (Spagna) – centrocampista
Hamit Altintop (Turchia) – centrocampista
Andrey Arshavin (Russia) – attaccante
David Villa (Spagna) – attaccante
Vienna, 29 Giugno 2008: la Spagna è campione d’Europa e una nuova storia ha inizio