

Dopo Anversa e Parigi, l’Olimpiade rimane in Europa. E’ Amsterdam, la bellissima capitale olandese, ad ospitare i Giochi del 1928. Per la prima volta l’Olimpiade si svolge in due settimane, come succede ancora oggi. E per la prima volta le nazioni sfilano a partire dalla Grecia, la patria dei Giochi, fino al paese ospitante. E così il 17 Maggio il principe Hendrik d’Olanda dichiara aperti i noni Giochi Olimpici. Tante storie da raccontare anche ad Amsterdam e solo una da scegliere. E la scelta cade su Mikio Oda, giapponese che entra nella storia dello sport per esser il primo asiatico a vincere la medaglia d’oro olimpica. Ed è una storia che inizia molto lontano, in quell’Hiroshima che diventerà tristemente famosa 18 anni dopo i giochi Olandesi.
Mikio nasce a Kaita, nella prefettura di Hiroshima nel 1905 e già a 17 anni ottiene il record giapponese di salto triplo. Nel 1924 partecipa ai Giochi di Parigi dove ottiene un sesto posto con il record personale. E’ questo il primo passo verso quella che sarà la gloria di Amsterdam: in Mikio sale la motivazione e sale la voglia di vincere quella medaglia. Si iscrive alla Waseda Unviersity e inizia così la rincorsa ai Giochi di Amsterdam.
Ed eccoci al 1928 e subito però si pone un problema logistico non indifferente. Mikio e i suoi compagni devono effettuare un lungo viaggio e l’unica possibilità è il treno. E’ un viaggio infinito che dura due settimane attraverso la Siberia. E non solo il cibo in treno è molto costoso e Mikio Oda non se lo può permettere; inoltre non ha la possibilità di allenarsi. Finalmente però dopo questo viaggio attraverso mezzo mondo, i giapponesi, tra cui Mikio Oda, arrivano alla Stazione di Amsterdam e possono riprendere gli allenamenti. Alla gara di salto triplo partecipano in 24. Mikio è uno dei favoriti ma si teme una non perfetta condizione fisica. La forma mentale invece è perfetta: Mikio Oda è convinto di vincere, è una persona molto confidente in sé e molto serena, tipico del Sol Levante. E in più, il mattino della gara, il supervisor del team giapponese esclama ad alta voce: “Oggi è un giorno fortunato”. E anche questa è una spinta in più per Mikio Oda.
Il primo salto è già 15m13, una bella ipoteca sulla vittoria. I suoi due principali avversari, il finlandese Tuulos e l’australiano Winter effettuano subito due nulli sfavoriti dalla pista bagnata dalla pioggia caduta le ore prima. Ai salti successivi Oda si porta a 15m21 e si aggiudica così l’oro olimpico. E’ il primo oro del Giappone, il primo oro dell’Asia: è un momento importante della storia dei Giochi. Al secondo posto chiude lo statunitense Casey con 15m17. E c’è un altro episodio curioso attorno a quest’oro: al momento della premiazione e della consegna della medaglia olimpica, Mikio Oda era già partito per il nuovo viaggio di ritorno verso il Giappone e fu un compagno di squadra a ritirare la medaglia. Storie di un tempo passato.
Se ci si aspettano grandi celebrazioni in Giappone, non è così: in Giappone c’è poco interesse ai Giochi Olimpici. Non ci sono feste in onore di Mikio Oda, neppure alla sua università. Solo nella sua città, vicino alla sua casa, ci sono dei festeggiamenti: era ancora un altro mondo.
Mikio continuò a saltare realizzando con 15m58 il record del mondo e poi nel 1932, dopo essersi ritirato, fu allenatore della squadra giapponese a Los Angeles 1932. La notorietà generale per Mikio Oda arrivò più tardi. Nel 1964 ai Giochi Olimpici di Tokyo, la pista di allenamento fu chiamata Oda Field e il pennone con la bandiera olimpica venne issato ad un’altezza di 15m21, la misura con cui Oda vinse l’oro olimpico. Nel 1998, all’età di 95 anni, Mikio lasciò questa terra ma il suo nome rimarrà per sempre nella storia olimpica. Nel 2000 a Tokyo fu votato atleta del secolo.
E’ questa una storia di sport che racconta un momento iconico dell’Olimpiade. E’ il 1928 e ad Amsterdam Mikio Oda vince l’oro olimpico nel salto triplo: è il primo asiatico a vincere un’oro nella storia dei Giochi.
FOTO: The Asahi Shimbun/The Asahi Shimbun via Getty Images