

Nel 1932 le Olimpiadi tornano negli stati Uniti, 28 anni dopo la pessima esperienza di Saint Louis che poteva chiudere anticipatamente la grande storia Olimpica. E saranno Giochi belli e di successo: per la prima volta tutti alloggiano al villaggio Olimpico e tanti nuovi sport si aprono ai Giochi. Non sono molti i partecipanti, se comparati alle edizioni precedenti, e questo è dovuto ai costi necessari per arrivar in California in un periodo difficile come quello dopo la “Depressione”. Tante storie anche a Los Angeles: noi abbiamo scelto quella di colei che è, probabilmente, l’atleta più polivalente della storia dello sport. Il suo nome è Mildred Ella Didrikson.
Mildred Ella nasce in Texas nel 1911 da immigrati norvegesi. Quella dei Didrikson è una famiglia povera e fin da piccola Ella aiuta la famiglia cucendo piccoli sacchi di iuta. Ma fin da subito si capisce che Ella ha potenzialità sportive eccezionali. Spesso, ancora ragazzina, va a giocare a baseball con i ragazzi del quartiere ed è così forte che viene soprannominata Babe, in onore di Babe Ruth, uno dei campioni più leggendari del baseball. Ella, nel 1928 si traferisce per lavoro a Dallas e qui inizia a giocare a basket con i Golden Cyclones, squadra che milita nel campionato amatoriale: Ella è un pivot eccezionale per questi livelli e porta la sua squadra a vincere il campionato nazionale. Ma nel frattempo nel suo cuore è nato un sogno, ed è quello olimpico: le Olimpiadi sono a Los Angeles, nel suo paese.
Inizia così il viaggio di Babe (da ora la chiameremo così) verso il sogno olimpico. L’atletica è lo sport scelto e Babe si allena tutti i giorni: viene inserita in una squadra di Dallas e nei trials preolimpici si qualifica per ben 5 specialità (salto in alto, 80 ostacoli, giavellotto, salto in lungo e lancio del peso). Non può partecipare a tutte, deve sceglierne 3: e basteranno queste tre per scriver un pezzetto di storia.
E con la storia andiamo al Los Angeles Memorial Coliseum, uno degli stadi leggendari dello sport mondiale. E’ il 31 Luglio e c’è la finale del giavellotto (alla prima volta olimpica): è sufficiente il primo lancio a Babe per chiuder la contesa in quanto il suo 43m69 è inavvicinabile. E’ il primo oro, davanti a due tedesche. Il 3 Agosto è il giorno degli 80m ostacoli. Sì, avete capito bene, 80 ostacoli. Babe compete in una gara ad ostacoli, oltre al giavellotto (e avrebbe potuto competere anche nel peso). E già in batteria Babe realizza il record del mondo con 11″8. In finale è un bellissimo testa a testa con l’amica rivale Evelyne Hall: vince Babe con 11″7, ancora record del mondo.
E arriviamo al 7 agosto: è il giorno della finale di salto in alto. C’è tantissima gente quel giorno al Coliseum: è domenica, una bella domenica di sole. Anche qui un testa a testa con l’altra statunitense Jean Shiley. Entrambe arrivano a 1m65, ma falliscono 1m67. C’è un salto finale che la Didriksen supera e la Shiley no. E’ ancora oro. Ma in questo caso intervengono i giudici e identificano irregolarità nel salto di Babe, nonostante questo fosse il suo stile fin dal primo salto. Tra le polemiche la medaglia viene data alla Shiley e Babe deve accontentarsi del secondo posto. Mildred Ella “Babe” Didrikson chiude con 3 medaglie: oro nel giavellotto, oro negli 80 ostacoli, argento nel salto in alto. Tre medaglie in tre specialità completamente diverse, tre medaglie che fanno di Babe un fenomeno assoluto.
Ma se la carriera olimpica si chiude con Los Angeles, la sua storia sportiva, e non solo, continua. Partecipa a tournee con team di basket e di baseball e poi si dedica al golf, dove diventa professionista e vince ben 10 Major, l’ultimo, l’US Open nel 1953. Nel frattempo sposa il famoso wrestler Zaharias e la storia narra anche di qualche scandalo nella sua vita sentimentale: come la sua relazione con Betty Dood che a quei tempi non era vista con troppa normalità. Un giorno, data la sua incredibile polivalenza sportiva, un giornalista le chiese: ” C’è qualcosa a cui non ha mai giocato?”. E lei rispose “Con le bambole”. Una risposta forte che testimoniava la forza ed anche l’eccentricità di questa donna in quei tempi così lontani.
Purtroppo se la vita sportive le sorrise, la vita nel suo senso più profondo con lei non fu simpatica. Nel 1953 le venne diagnosticato un cancro al colon e nel 1956, a soli 45 anni, Babe lasciò questo mondo. Verrà iscritta nella Hall of Fame dell’Atletica leggera e verrà nominata l’atleta più forte dei primi 50 anni del XX secolo.
E’ questa la storia di Mildred Ella Didrikson, una campionessa unica, sicuramente l’atleta più polivalente della storia dello sport. Los Angeles 1932 fu la sua olimpiade: due ori e un argento, in tre specialità completamente diverse tra loro. Una pagina di sport unica.
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