

È brasiliana, ha 38 anni e dagli esperti è considerata la miglior giocatrice di calcio femminile della storia. Marta Vieira da Silva, più semplicemente conosciuta come Marta, ha vinto per sei volte in carriera, ininterrottamente dal 2006 al 2010, il titolo di miglior giocatrice del mondo. Quest’anno aveva deciso di lasciare e invece no. L’Olimpiade è qualcosa che nel suo ricco palmares ancora manca e quindi perché non provarci? È stata portabandiera a Rio 2016 e ambasciatrice per i mondiali di calcio del 2014 in Brasile insieme a campioni al maschile quali Amarildo, Bebeto, Carlos Alberto, Ronaldo e Zagallo. Da non trascurare nemmeno i suoi record, tra i quali spiccano i 17 gol segnati nei mondiali femminili e l’essere l’unica ad aver sempre marcato in cinque edizioni consecutive dei giochi olimpici.
Insomma, Marta è l’assoluta stella calcistica, oserei dire anche complessivamente, dei giochi Olimpici dove ha già conquistato due medaglie d’argento nel 2004 e nel 2008. Come d’argento è stata anche la medaglia conquistata ai mondiali del 2007, competizione che non ha mai vinto pur essendone sempre stata protagonista. D’altronde se nelle grandi competizioni per nazionali non ha ottenuto il meritato successo, si è sicuramente rifatta a livello di club dove è riuscita a conquistare in una decade 7 campionati svedesi in 3 diverse squadre. E anche questo, francamente, è un bel primato.
Ovunque sia andata la brasiliana ha spostato gli equilibri sino dagli esordi in patria dove viene notata ad appena 14 anni e dove inizia la sua meravigliosa epopea. Giusto, precisiamo una cosa. Se oggi gli ingaggi del calcio femminile non permettono, spesso, di vivere di solo sport, figuriamoci quale potesse essere la situazione in Brasile agli albori del nuovo millennio.
Marta comincia la sua carriera poco più che ragazzina nel Vasco de Gama, storico club fondato da immigrati portoghesi sul finire del 1800, dove però gioca solo due stagioni causa, vedi sopra, la chiusura della sezione femminile per motivi di budget. Si accasa in un piccolo club di San Paolo dove però trova la medesima situazione vissuta in precedenza e appena diciottenne, nel 2004, affronta il viaggio oltreoceano per accasarsi al Umea in Svezia.
Prima stagione e impatto devastante il suo. La squadra svedese vince la UEFA Women’s Cup annichilendo in finale le rivali di Francoforte con la brasiliana che sfoggia per un’intera stagione prestazioni che ne fanno un’assoluta stella del calcio europeo. Nelle cinque stagioni con la maglia dell’Umea vincerà anche 4 titoli svedesi, dei quali 2 senza nemmeno una sconfitta, una coppa e una supercoppa nazionale, diventando miglior marcatrice per 4 dei 5 anni passati nella squadra svedese. Per evidenziare come fosse considerata nel paese nordico basti pensare che la televisione svedese gli ha dedicato un documentario dal nome emblematico “la cugina di Pele’”.
Nel 2009 decide di trasferirsi nella promettente, e più ricca almeno sulla carta, Women’s Professional Soccer americana dove vincerà tanto, ma altrettante saranno le delusioni contrattuali a causa dei ripetuti fallimenti delle società che la misero sotto contratto. Ad intervalli, nei periodi di pausa del campionato nordamericano, viene tesserata due volte per tre mesi dal Santos dove vince, tanto per cambiare da protagonista, Libertadores e coppa del Brasile. Attenzione, se Marta è sinonimo di garanzia di vittoria è purtroppo altrettanto vero che ovunque lei vada si trovi a confrontarsi con la triste realtà economica che attanaglia il calcio femminile. Il culmine è nel 2012 quando a chiudere non è una squadra in cui gioca, ma addirittura l’intera lega femminile di calcio americana e per lei si spalancano nuovamente le porte per il ritorno in Europa dove vuole inseguire l’ambita Champions League. Un trofeo, però, che non vincerà mai nonostante metta in bacheca altri 3 titoli svedesi e una finale persa proprio nella massima competizione europea dove è, comunque, assoluta protagonista.
Resta in Europa altri 6 anni per poi tornare, nel 2017, nel neo rinato campionato americano dove diventa la calciatrice più pagata al mondo. Ed era anche ora, mi viene da dire. Marta oggi ha 38 anni e ha vinto tanto, ha strabiliato ovunque sia andata per le sue innate doti di calciatrice e per le qualità umane non indifferenti. Quest’anno sarà alla sua sesta Olimpiade e sfido chiunque a mettere ancora in dubbio che sia, in assoluto, la miglior giocatrice di calcio femminile della storia.