

DI DAVIDE LUGLI
Ancona è teatro questo week end dei Campionati Italiani di Para Atletica, un evento aggregante, inclusivo, un esempio di sport senza confini. Mai come quest’anno al fianco di medagliati alle ultime Paralimpiadi come Assunta Legnante, Rigivan Ganeshamoorthy e tanti altri, si affacciano in questo vasto panorama tanti giovani che dimostrano come FISPES, Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, e CIP, Comitato Italiano Paralimpico, con il loro impegno stiano facendo crescere il movimento a dimostrazione di come lo sport sia un elemento di inclusione primario.
La Scuola di Para atletica FISPES offre corsi di avviamento sportivo di corsa, salti e lanci rivolti a persone con disabilità fisiche, visive ed intellettive. È strutturata per rispondere alle esigenze dei piccoli atleti o per atleti principianti che non sono tesserati con società sportive affiliate alla FISPES. La crescita costante è quindi determinata non solo dalle imprese dei nostri atleti alle Paralimpiadi di Parigi 2024, ma anche e soprattutto da un progetto vincente e che dimostra come il cuore di questi atleti batta per lo sport. Ma la FISPES non è solo questo, ma anche tanto altro che vi invitiamo a scoprire.
Già, disabilità. Un termine che vi possiamo assicurare non rientra nel vocabolario di questi atleti che dimostrano, a chiunque abbia preconcetti, come le loro imprese siano frutto di duro lavoro, impegno, allenamento e tanto, veramente tanto, sacrificio. Tanti giovani, con storie diverse e tutte meriterebbero di essere raccontate, quelli che per la prima volta partecipano a questi campionati e portano una ventata di novità, aiutano il movimento paralimpico a crescere incarnando i veri valori sportivi che sono insiti dentro ognuno di loro. Perché al di là dei risultati, lo sport dovrebbe aiutare a crescere, insegnare valori e fornire esempi.
Quello che gli atleti impegnati ad Ancona ci dimostrano è l’essenza dello sport, è il cercare sempre di superare i propri limiti, è credere in sé stessi e nei propri mezzi. E se il movimento sta crescendo, il motivo è semplice: lo sport è inclusivo. Poi, se da un lato abbiamo gli atleti che sono i protagonisti, dall’altro ci sono i tecnici, gli allenatori, le persone che ogni giorno si spendono perché lo sport sia di tutti e per tutti. Noi ci teniamo a ringraziare FISPES e CIP per l’organizzazione dell’evento e per averci dato modo di raccontare la nostra esperienza. Insomma, è proprio il caso di dirlo: grazie per averci inclusi.
A proposito, abbiamo trovato il tempo, anzi ha trovato il tempo, di parlarne con noi un’atleta che non ha bisogno di presentazioni. Una creatura meravigliosa che ha dimostrato in prima persona come si possa superare ogni limite e quegli ostacoli che la vita ci pone davanti. Stiamo parlando di Assunta Legnante, colei che è sempre rimasta sé stessa anche quando la luce del giorno è scomparsa e non ha avuto paura di affrontare il buio.