

E’ il 1991 e il Giro parte dalla Sardegna. In Italia sta nascendo una nuova rivalità nel ciclismo ed è quella tra Gianni Bugno e Claudio Chiappucci. E sulla carta sono loro due i favoriti per la corsa rosa: Bugno viene dalla vittoria al Giro, Chiappucci da un beffardo secondo posto al Tour e dalla vittoria alla Milano Sanremo. Insomma c’è tanta attesa e ogni pomeriggio molta gente si sintonizza su Raiuno.
Pronti via e dopo la vittoria del francese Casado nella prima tappa, è proprio Gianni Bugno a vincer la prima semitappa del secondo giorno. E in rosa veste Franco Chioccioli, toscano di Castelfranco Piandiscò che corre per la Del Tongo. Per Chioccioli, detto Coppino per la somiglianza al campionissimo, c’è voglia di rivincita dopo il Giro 1988 quando, in rosa, crollò nella drammatica tappa del Gavia.
Chioccioli tiene la rosa fino alla quarta tappa, quando il francese Boyer conquista tappa e maglia. Ma già alla quinta Coppino attacca con Lejarreta, stacca gli avversari, lascia la tappa allo spagnolo ma riconquista la Rosa. La decima tappa è il giorno della crono da Collecchio a Langhirano: per molti sarà il giorno di Bugno e sarà il giorno in cui Chioccioli perderà la rosa. Bugno vola nella campagna emiliana, ma Chioccioli difende la maglia per 1 secondo. Bugno torna favorito, ma due giorni dopo accusa un pesante ritardo a Pian del Re abbandonando i sogni del bis rosa.
Si arriva così all’ultima settimana del Giro, quella che consacrerà Franco Chioccioli. La tappa numero 15 arriva all’Aprica dopo il terribile passaggio al Mortirolo: e qui la maglia rosa fa il vuoto e vola in solitaria fino al traguardo, dopo 52km di fuga. E’ un messaggio forte al Giro. Messaggio che arriva definitivo due giorni dopo, il giorno del tappone dolomitico: sul Pordoi Chioccioli attacca, stacca ancora Chiappucci, raggiunge Giovanetti e trionfa lassù, dove il campionissimo era passato in vetta 5 volte. Ormai per Coppino è fatta.
Ma rimane spazio per un’altra impresa. Chioccioli non è un campione a cronometro, ma la penultima tappa, giorno della crono Broni-Casteggio, la maglia Rosa vola rifilando 52 secondi a Bugno e oltre 1 minuto a Chiappucci. E’ la tappa che racconta il Giro: doveva esser la sfida Bugno – Chiappucci, è invece Franco Chioccioli a dominare.
E alla passerella di Milano chiude con quasi 4 minuti sul Diablo Chiappucci e quasi 7 su Massimiliano Lelli: dominio indiscutibile. Si chiude così, l’edizione numero 74 del Giro d’Italia: la vince, anzi la domina, un toscano di 32 anni, soprannominato Coppino. Il suo nome è Franco Chioccioli.