

E’ una delle conclusioni epiche del Giro d’Italia, una di quelle entrata nella storia del Giro e dello sport, una di quelle giornate in cui l’Italia è incollata alla TV. E’ l’ultima tappa del Giro d’Italia, è una cronometro di 42 km, da Soave a Verona.
E’ un bel Giro quello del 1984, con tante cronometro, e non tanta montagna. Tra i favoriti ci sono Moser, che ha appena conquistato il record dell’ora, ha vinto la Milano-Sanremo e vuole quel Giro. E fin dalla prima tappa, con il cronoprologo di Lucca, Moser indossa la rosa. Il giorno successivo c’è la cronosquadre che regala la rosa all’avversario Fignon. Ma è la quinta tappa, con la scalata al Blockaus, nell’appennino abruzzese, il momento in cui Moser dimostra agli avversari che è in uno stato di grazia: Francesco non è uno scalatore, ma quel giorno stacca Fignon, chiude dietro Argentin e conquista la maglia di Leader.
Con la crono di Milano, vinta dal trentino, il vantaggio del campione italiano sale oltre i 2 minuti: il Giro sembra deciso. Ci sarebbe il tappone con lo Stelvio, ma la scalata dei 48 tornanti viene annullata per neve (poca). Al francese rimangono le ultime due tappe dolomitiche: e lì, in Trentino Alto Adige, Fignon attacca per due giornate consecutive e ad Arabba stacca in modo importante il campione di Palù da Giovo e conquista la rosa con un vantaggio di 1’21”.
E così si arriva a domenica 10 Giugno: l’Italia è incollata dalla TV. E’ l’evento del giorno che nessuno vuole perdersi. Moser deve recuperare 1’21” al francese, tanti dopo 3000km di fatiche. E i 42 km nella provincia veronese, tra due ali infinite di folla, vedono il campione trentino volare alla media folle di quasi 51km/h: sembra il Moser di Città del Messico, con il telaio rivoluzionato, con le ruote lenticolari, con una spinta sensazionale. E per Fignon c’è poco da fare: il distacco aumenta fin da subito e il Giro sorride a Moser. L’entrata in Arena del campione italiano è accolta dal boato indimenticabile della folla. Il giro è suo. Fignon giunge staccato di 2’24”, sconfitto e nervoso: darà la colpa alle pale dell’elicottero che a suo dire avrebbero aiutato Moser.
Ma la storia di quel giorno ci dice che nel palco finale, all’interno della splendida Arena, è Francesco Moser a vestire la rosa e a suggellare la meravigliosa carriera del campione di Palù di Giovo.
E’ il giro 1984, è la Soave-Verona, è il volo di Moser che conquista la sua maglia rosa