

Il gol: l’essenza del calcio. Ci si entusiasma per una parata miracolosa, per un dribbling ubriacante, per un salvataggio sulla linea di porta, ma l’ebbrezza vera, intensa, viene solo dal gol. Chi segna esulta a modo suo, i compagni lo rincorrono e lo afferrano sino a sommergerlo, i tifosi sugli spalti balzano in piedi e magari abbracciano anche il vicino sconosciuto. È la magia del gol. Perché solo il gol dà la vittoria. Le parate miracolose, le respinte sulla linea di porta, i recuperi prodigiosi al massimo possono salvare il risultato, magari impedire una sconfitta. La vittoria viene solo dal gol.
Non stupisce, dunque, che Andrea Novelli utilizzi proprio il gol, anzi “i gol”, per ripercorrere i grandi successi della sua Juventus. “101 GOL CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA JUVENTUS” si intitola il suo ultimo lavoro, edito da Ultra Sport poche settimane fa.
Andrea Novelli, che è scrittore e romanziere di successo (in questa rubrica abbiamo già presentato il suo precedente lavoro di argomento sportivo: “Il calcio come esperienza religiosa”), ci offre un libro davvero originale. Il racconto giornalistico preciso, con tanto di tabellino per le singole partite, è infatti accompagnato dai commenti a suo tempo espressi dai protagonisti della storia juventina: l’avvocato Agnelli, Boniperti, giocatori o allenatori. Ma soprattutto il racconto delle partite è corredato dai disegni eseguiti dallo stesso Andrea Novelli (due sono riportati anche in copertina) per raffigurare le azioni più interessanti e soprattutto i gol che hanno fatto la storia della Juve.
Il libro, dopo una gustosa prefazione di Roberto Beccantini, è diviso in parti. Prima “le finali internazionali” vinte dalla Juve, che sono undici. Poi “i più bei gol nelle coppe europee” realizzati nelle fai eliminatorie. Quindi “i più bei gol in serie A e in Coppa Italia” da quello di Gianpiero Boniperti contro la Lazio nel 1956 sino alla doppietta di Cristiano Ronaldo nella semifinale di andata di Coppa Italia in casa dell’Inter nel 2021. Chiude il libro l’elenco, in ordine alfabetico, degli autori di questi magici “101 gol”.
Si tratta sempre di gol che hanno portato alla vittoria. Novelli sa che ci sono stati gol bellissimi anche in partite perse. Nell’introduzione ricorda quello di tacco di Alessandro Del Piero nella finale di Champions 1996-97 contro il Borussia e quello di Gianluca Vialli nella finale di ritorno contro il Parma nella Coppa Uefa 1994-95, ma li relega, appunto, nell’introduzione, “perché ricordare le sconfitte non è nello stile juventino”. Anche se una sconfitta, una delle più dolorose, quella contro l’Amburgo nella finale di Coppa Campioni del 1983, non può evitare di ricordarla, ma anche questa solo nell’introduzione. Nel libro vero e proprio, solo vittorie, perché, come diceva Gianpiero Boniperti e come ripete ogni buon juventino: “Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.
Leggendo il libro, scritto con stile sempre curato, vorrei dire rigoroso, senza enfasi da tifoso, si ripercorrono momenti importanti del calcio, non solo della Juventus. Si ritrovano campioni che nessuno ha dimenticato: da Boniperti a Sivori, da Charles ad Anastasi, da Bettega a Tardelli, da Rossi a Platini, da Boniek a Zinédine, da Roberto Baggio a Schillaci, da Pippo Inzaghi a Vialli, da Del Piero a Dybala, per citare solo alcuni tra quelli che più hanno avuto confidenza con il gol. Accanto a loro grandi portieri, Dino Zoff e Pierluigi Buffon su tutti; straordinari difensori come Sandro Salvadore e Francesco Morini, quindi Gentile, Cabrini e Scirea, il grande capitano, e poi Barzagli, Cannavaro, Bonucci e Chiellini; centrocampisti che hanno segnato la storia della Juve, come Conte, Furino, Marchisio e Nedved. E tanti, tantissimi altri campioni ancora che tutti ricordano.
Ma ci sono nel libro anche giocatori che molti forse avevano già dimenticato e che è bello riscoprire. Alcuni sono stati campioni, altri solo bravi comprimari, ma tutti insieme hanno fatto la storia della Juve, anche quelli che di bei gol non ne hanno mai segnati. E poi ci sono le squadre sconfitte dalla Juve e dai suoi “101 gol che hanno fatto la storia”, squadre spesso molto blasonate, come Inter, Milan, Torino, Roma, Napoli e Fiorentina, per restare in Italia, composte anch’esse di giocatori, talvolta veri fuoriclasse, che è bello ritrovare, anche se di loro Novelli ricorda solo le sconfitte.
Insomma un libro che, pur se scritto da un innamorato della Juve, non è diretto solo ai tifosi bianconeri. Lo possono leggere, con sicuro piacere, tutti quelli che amano lo sport e il calcio in particolare, perché, come scrive Roberto Beccantini nella prefazione, “ci sono gol che appartengono a tutti, non solo a una maglia”.