

E’ domenica mattina, è la prima domenica mondiale. E’ anche la domenica che precede gli esami di quinta elementare che però passano in secondo piano. Quella mattina vorrei tanto leggere un giornale (la Gazzetta, il Gazzettino di Treviso, qualcosa), ma mio padre rientrerà dalla Francia la sera e la richiesta di 1000 lire a mia madre per legger l’articolo di Italia – Austria non credo andrà a buon fine.
Ma il pomeriggio arriva presto e con esso “Tutto Mondiali” con Gianfranco De Laurentis e “Dribbling Mondiali” con Antonella Clerici: così la giornata può entrare nel vivo.
Alle 17 è tempo di partite: a Firenze si gioca Usa – Cecoslovacchia. Gli Usa sono un mondo lontano, mitico e inarrivabile per un bambino di 11 anni, la Cecoslovacchia è molto vicina, ma in realtà è molto lontana anche se il muro è caduto ormai da qualche mese. Ma della Cecoslovacchia so tutto perchè è il mio argomento di geografia all’esame orale delle elementari che sarà qualche giorno. Mi incuriosiscono due giocatori degli USA: sono Tony Meola e Paul Caligiuri (Colui che ha realizzato il gol decisivo nelle qualificazioni contro Trinidad & Tobago). Quei cognomi “italiani” me li rendono simpatici. In campo non c’è partita: la Cecoslovacchia vince 5-1 con una doppietta di quel Thomas Skuhravi che a Genova, in coppa con Pato Aguilera, farà impazzire i tifosi del Grifone. Quella Cecoslovacchia farà un gran mondiale.
Dopo la cena ci aspetta una super serata con due partite in contemporanea (che non mi piace perchè vorrei vederle entrambe, ma escogiterò una tattica per le partite di fine gironi). A Torino si gioca Brasile – Svezia, a Milano Germania Ovest Jugoslavia. E prima delle partite una piccola annotazione sui telecronisti. Non so in quale giornale, ma qualche giorno prima, era uscito un piccolo foglio plastificato, molto colorato, con partite, città e telecronisti. E così c’è Bruno Pizzul per il girone dell’Italia e quello del Belgio, c’è Giorgio Martino per quello dell’Argentina, Ennio Vitanza per quello della Germania, Carlo Nesti per il Brasile e Fabrizio Maffei per l’Inghilterra. Poi c’è Nando Martellini che faceva qualche partita. Voci calme, pacate che raccontano la partita, solo e semplicemente la partita.
A Torino, si diceva c’è l’esordio del Brasile di Lazaroni e la Torcida invade il capoluogo piemontese. Quella sera guardo la televisione facendo zapping e nel frattempo guardo fuori: attorno alle 10 dovrebbe tornare mio padre, poi il mondiale sarà ancora più bello. E infatti a fine primo tempo ecco arrivare la macchina. Ora la famiglia è al completo: anche mio padre è con me. A lui debbo questa passione.
Intanto il Brasile, raccontato da Carlo Nesti, vince 2-1 con la Svezia con una bellissima doppietta di Careca. Per la Svezia segna Brolin, un altro che in Italia lascerà ricordi bellissimi. In porta con gli svedesi c’è Thomas Ravelli, altro nome mitico di quegli anni.
A Milano tocca alla Germania Ovest. Il Muro è caduto ma rimane ancora Germania Ovest (la Germania Est è arrivata a un passo dalla qualificazione, ma questa è un’altra storia). Di quella Germania conosco tutti, giocano tutti (o quasi) in Italia. Contro c’è la Jugoslavia, una delle squadre più attese del torneo, una delle squadre che, forse, avrebbe potuto scrivere tante storie. Con quella squadra c’è un giocatore di cui, già all’epoca, sono innamorato: si chiama Dragan Stojkovic e gioca nella Stella Rossa. Quella sera a Milano la Germania è perfetta: vince 4-1 con doppietta di Matthaus e reti di Klinsmann e Voeller. Questa Germania fa paura.
Finisce così la domenica mondiale. Vado a letto sapendo che dl giorno dopo vedrò tutte le partite con mio papà, ma vado a letto anche un pò preoccupato perchè il martedì iniziano gli esami (anche se a scuola sono sempre stato abbastanza bravo).