

E’ lunedì: il primo weekend mondiale è finito. Si torna un pò alla normalità con mamma e papà che vanno a lavoro, con sorella che inizia le vacanze e con me che faccio zapping in televisione tra i vari programmi mondiali e ripasso qualcosa per gli esami di quinta elementare. Il giorno dopo, martedì, ci sarà il tema e chissà quale sarà l’argomento, non i mondiali purtroppo.
Alle 17 però inizia la giornata mondiale e quindi libri e sussidiari possono esser messi da parte. A Genova si completa il girone C con la sfida tra Costarica e Scozia, raccontata da Carlo Nesti. Da sempre sono appassionato di geografia, conosco tutte le capitali e tutte le bandiere del mondo, ma forse all’epoca del Costarica ne sapevo poco. In fondo i mondiali servono anche a studiare un pò di geografia. La Scozia si presenta con una maglia bianca con strane righe gialle e blu e non con la tradizionale maglia blu; il Costarica con maglia rossa. Marassi è piena di scozzesi in festa che in quei giorni invadono il capoluogo ligure. La partita la fa la Scozia, ma in porta con la Costarica c’è un tale Conejo che quel giorno para tutto. E a inizio secondo tempo uno splendido assist di tacco di Jara libera Cayasso che non sbaglia: Costarica – Scozia 1-0. Finisce così, altra sorpresa dopo lo choc Argentina. Dimenticavo, uno degli artefici della prima vittoria Costaricana al mondiale è l’allenatore giramondo: quel Bora Milutinovic che al Mondiale ha sempre ottenuto bei risultati.
La sera si gioca Inghilterra – Eire (che sarebbe l’Irlanda). E’ la prima partita che seguo dall’inizio con mio padre: la postazione è chiara con lui davanti alla TV con poltrona singola, io nel divano più grande. Le donne di casa sono in altre stanze: il salotto per questo mese è solo per i mondiali.
E’ il girone F che mi incuriosisce tanto. Sono sempre stato appassionato al tifo e alle curve e in questo girone ci sono tre tifoserie caldissime, colorate e a volte anche pericolose. E’ il motivo per cui questo girone si gioca nelle isole, tra Cagliari e Palermo. E’ il nuovo Sant’Elia di Cagliari ad ospitare l’esordio dell’Inghilterra di Robson. Ci sono nomi che conosco in questa Inghilterra e giocatori di cui sono innamorato: sono Chris Waddle, Gary Lineker, John Barnes. Dall’altra parte quei verdi di Irlanda che hanno tra le fila un nome che mi fa sorridere: è Tony Cascarino, uno che di gol ne segna, e tanti. Lo stadio è mezzo bianco e mezzo verde: è impressionante vedere cosa significa un mondiale, quanto i tifosi seguano la propria nazionale. E’ una partita che sa anche di rivincita: due anni prima, a Euro 1988, l’Eire aveva a sorpresa sconfitto l’Inghilterra 1-0. La partita è combattuta, tesa, è una sorta di derby. Dopo 9 minuti segna subito Gary Lineker che sembra aprire la strada a una vittoria dei leoni. Ma il secondo tempo i verdi d’Irlanda premono e con un bellissimo diagonale Sheedy pareggia. Finisce 1-1, quel pareggio che sarà un leit-motiv del girone F.
Ormai sono le 11 di sera. E’ ora di dormire. Domani c’è l’esame di quinta elementare, è il primo esame della mia vita. C’è anche questo in questa magica estate del 1990. In fondo quel 11 Giugno di 35 anni fa è stata, nel mio piccolo, la mia prima “Notte prima degli esami”