

Martedì 12 Giugno. Questa mattina il primo pensiero non è il mondiale, ma è il tema di italiano degli esami di quinta elementare. Sono sempre stato bravo, sia con la maestra Nella, sia con la maestra Eugenia, però sento che questo è qualcosa di diverso: è il primo esame della mia vita, il primo di tanti. Ci sono gli esami delle elementari, quelli delle Medie, la maturità, gli esami dell’università e poi gli esami della vita che capitano ogni giorno, anche quando meno te l’aspetti: e in fondo i Mondiali accompagnano anche questi momenti della vita.
Mi spiace ma non ricordo l’argomento del tema di italiano. Non sono mai stato così bravo a scrivere temi, ero più bravo in matematica anche se poi, grazie al Prof. di Italiano delle superiori sono migliorato. A scuola mi porta mio papà con la mitica Fiat Tipo (ricordo ancora la targa TV772499). Porto sempre un bel ricordo delle elementari: ancor oggi tanti amici sono quelli conosciuti alla scuola Marconi. Si torna a casa, il tema è andato, e a memoria credo di aver preso un ottimo punteggio, domani ci sarà matematica, ma domani è un altro giorno: ora ci sono i Mondiali, oggi giocano Belgio e Olanda.
Alle 17 giocano Belgio e Corea del Sud. E’ il girone E, il girone che si gioca a Verona e Udine. Ed è il girone più vicino a casa: pare impossibile che a un centinaio di km da casa si giochi il mondiale. Mi sarebbe piaciuto andar a veder una partita, ma semplicemente non ce lo potevamo permettere (il mio esordio live al mondiale è stato in Qatar). Belgio e Corea del Sud giocano allo stadio Bentegodi a Verona (la città che mi sta dando il lavoro). Dei diavoli rossi del Belgio conosco qualche giocatore: il portiere Preud’Homme (l’ho visto vincere una coppa delle coppe col Malines), Scifo e mi piace (forse perchè il nome suona bene) Frankie Van der Elst. La Corea invece, che dire, ha nomi impronunciabili e non so come faccia Bruno Pizzul a non sbagliare. Finisce 2-0 per il Belgio: risultato netto, senza storia, con reti di Degryse e De Wolf.
Per la serata invece si torna al girone F, quello di Inghilterra e Irlanda, quello che vedrà tanti pareggi. Alla Favorita di Palermo giocano Olanda ed Egitto e nel capoluogo siciliano c’è un emozionante muro arancione. La telecronaca è affidata a Nando Martellini, colui che ha Madrid, 8 anni prima, ha gridato “Campioni del Mondo”. 8 anni sono pochi, ora che ne ho 46 e il tempo passa veloce: all’epoca però faceva tutta la differenza del mondo perchè io, del Mondiale 82, non ricordo nulla.
L’Olanda è campione d’Europa in carica e in questo mondiale punta al titolo. E’ una formazione che abbiamo quasi imparato a memoria quella che inizia con Van Breukelen, Van Tiggelen, Van Aerle. Ed è una formazione che tra le sue fila ha Gullit, Van Basten e Rjikaard, quel trio che ha portato il Milan a dominare in Europa e nel mondo. Deve esser una passeggiata per l’Olanda ma non lo è. L’Egitto, di cui non conosco nessuno, e che indossa una maglia verde, gioca alla pari e ha parecchie occasioni e il numero 9 sembra davvero forte: si chiama Hossam Hassan e da solo mette in difficoltà la difesa olandese. Nel secondo tempo Wim Kieft, noto in Italia (quando i campioni giocavano anche nelle squadre di bassa classifica), sblocca il risultato ma gli egiziani non mollano e a sette minuti dalla fine ottengono un meritatissimo pareggio su rigore con Abdelghani. Finisce 1-1. Non un gran esordio per gli arancioni.
Dimenticavo, come accade spesso in queste occasioni, in casa io e mio papà tifiamo per i più deboli per cui abbiamo esultato al pareggio degli africani. Ma ora sono le 11 e mentre mio papà guarda “Notti Mondiali” io vado a dormire: domani è mercoledi e c’è la prova di matematica.