

Mercoledì 13 Giugno: è il secondo giorno di esami. Il mattino quindi il pensiero principale è la prova di matematica: devo dire però che in matematica sono un pò “secchione”, addirittura in terza o quarta elementare ho vinto un concorso a scuola simile alle Olimpiadi di Matematica. E infatti, anche se non ricordo nulla, credo la prova sia andata molto bene (sicuramente meglio della prova di matematica alla maturità).
Si torna a casa, c’è la solita pasta al ragù (diciamo che la tradizione era a pranzo pasta al ragù e la sera carne e verdura) e poi è tempo di Dribbling Mondiali. Che mitica trasmissione Dribbling!
Alle 17 ecco la sigla dei mondiali con le immagini delle 12 città. E’ tempo dell’esordio mondiale a Udine, così vicino a casa. A Udine, tra le altre cose, vedrò la mia partita di serie A con mio papà: era un Udinese – Napoli nel 1991 o 1992. Si gioca Spagna – Uruguay, una partita dai tanti giocatori noti. Nella Spagna ci sono tre che all’epoca consideravo “idoli”: Zubizarreta, Michel e Butragueno. L’Uruguay invece presenta Francescoli e Ruben Sosa che in Italia si faranno conoscere. La partita non è bella e le occasioni sono poche. Chi convince di più è l’Uruguay che colpisce una traversa con Alzamendi e sbaglia un rigore con Sosa. Il punteggio finale rimane 0-0, non un gran spettacolo nell’esordio mondiale di Udine.
Dopo la cena è tempo di una delle partite più attese. A Napoli, si gioca Argentina – Unione Sovietica. In salotto si tifa Argentina: mio padre ha come idolo Maradona e non può non tifare i biancocelesti. Ma per l’Argentina è una partita drammatica dopo la sconfitta col Camerun: deve vincere per non rischiare l’eliminazione. Vale lo stesso anche per l’URSS dopo la sconfitta con la Romania: ma non sembra l’URSS dell’Europeo di 2 anni, quell’URSS che con Protassov incantava l’Europa. Tutto il San Paolo tifa Argentina, come è ovvio che sia: Maradona in quello stadio ha cambiato la storia del Napoli portando due scudetti e una coppa Uefa. E in fondo anche l’organizzazione del mondiale ha fatto sì che l’Argentina giochi a Napoli fino ai quarti in caso di vittoria del girone (sappiamo che non sarà così).
L’Argentina parte forte ma non colleziona occasioni da gol. Poi al minuto 27 è Pedro Troglio, altra conoscenza italiana, a portare avanti l’Albiceleste. E’ il gol che sblocca la squadra di Bilardo. Il secondo tempo è controllato e a dieci minuti dalla fine Burruchaga raddoppia. Sì, quel Burruchaga di cui mi ero innamorato quattro anni prima, per quel gol del 3-2 nella finale con la GErmania all’Azteca. L’Argentina ha vinto 2-0, mio papà è contento.
Io invece con la mia testa sono proiettato al giorno dopo. Toccherà all’Italia, ci sarà Italia – Stati Uniti. Il tricolore è in terrazza da sei giorni, sventola nel condominio di Via Galilei. Che bello questo mondiale italiano. Non mi rendo conto che sto vivendo un momento indimenticabile della vita….e non mi rendo conto che 35 anni dopo avrei raccontato questa storia.