

Inizia la seconda parte della settimana, la prima parte è stata dedicata alle prime due prove degli esami, la terza sarà il lunedì successivo, ma l’esame orale non lo temo: sono argomenti a piacere e ho studiato bene. Diciamo che all’epoca durante le vacanze non esisteva prima o seconda parte di settimana, l’estate era sempre festa, dal mattino alla sera: si usciva e si giocava con Massimo, Andrea, Luca, spesso imitando i campioni che giocano i mondiali. E’ quando si entra nel mondo del lavoro che si capisce meglio che il giovedì è segno che la settimana sta finendo.
Ma quel giovedì è un giovedì speciale perchè gioca l’Italia. Dopo la vittoria con l’Austria è tempo di sfidare gli Stati Uniti che la prima partita ne ha presi 5 dalla Cecoslovacchia, insomma sono tranquillo che i ragazzi di Vicini vinceranno facilmente.
Il pomeriggio però è tempo di due partite in contemporanea e quindi in TV è tempo di zapping tra Rai 1 e Rai 2. A Bari si affrontano le due sorprese del girone B: Camerun e Romania. Si gioca al San Nicola. E certo quel pomeriggio di tanti anni fa non ho pensato che 35 anni dopo avrei scritto questo pezzo da una terrazza da cui vedo proprio il San Nicola perchè Bari è entrata nella mia vita.
Maglie classiche per Camerun e Romania. Con la Romania c’è un fenomeno, si chiama Gheorghe Hagi ed è uno dei giocatori che amo di piu. Anche nel Camerun c’è un giocatore di cui mi sono innamorato anche se non lo conoscevo prima di Italia 90: ha le treccine, ha il numero 20 e si chiama Makanaky. A Bari c’è un gran sole e la partita è fiacca. Poi, a 20 minuti dalla fine entra in campo per i Leoni Indomabili il 38enne Roger Milla, un’autentica leggenda camerunense assieme a N’Kono. Ed è proprio Milla in dieci minuti a decidere la sfida con una strepitosa doppietta: finisce 2-1 per il Camerun che è così sicuro del primo posto e che manderà l’Argentina a giocare lontano da Napoli.
A Bologna invece si gioca il girone D con la sfida tra la Jugoslavia di Osim e la Colombia di Maturana. La Jugoslavia sta diventando grande e sarà fermata solo dalla guerra balcanica; la Colombia sta iniziando un percorso che la porterà 4 anni dopo ad affrontare un mondiale quasi da favorita, una Colombia che sarà fermata invece da tanti problemi interni. Jugoslavia – Colombia è partita brutta, controllata, con poche occasioni gol e con Higuita, mitico portiere dei sudamericani che fa un po’ di numeri dei suoi. Quando sembra che tutto vada verso lo 0-0 ecco il super gol del difensore Davor Jozic, conosciuto perché gioca nel Cesena (e chi gioca in serie A grazie all’album Panini non può non esser conosciuto). Finisce 1-0 per la Jugoslavia con migliore in campo, oltre a Jozic, l’arbitro Agnolin di Bassano del Grappa.
Dopo la cena tradizionale con carne e verdura è tempo di Italia. La bandiera è in terrazza al suo posto e c’è una cosa che mi piace guardare: nella strada dove abitiamo, strada molto trafficata, dalle 20:30 in poi non passa più una macchina. L’Italia è a casa, l’Italia è tutta davanti alla TV per quel fenomeno collettivo chiamato Mondiale (che ormai ci manca da troppo tempo). L’Olimpico in festa accoglie la nostra nazionale: ci sono un’infinità di bandiere che sventolano, c’è l’Italia incollata alla TV a seguire gli azzurri.
E la partita inizia nel modo migliore: dopo soli 12 minuti il principe Giuseppe Giannini, con un gol meraviglioso, porta avanti l’Italia. Per me è gioia doppia: tifo Roma e Giannini è il mio idolo. Due anni prima mio papà mi aveva portato a veder la Roma in ritiro in montagna a Pinzolo e avevo fatto una foto in bici proprio con Giannini. La partita prosegue stanca, l’Italia controlla: può raddoppiare ma Vialli sbaglia un rigore. Chi delude è Carnevale e nel secondo tempo è ancora Schillaci a entrare al posto del giocatore del Napoli. Non è però una grande Italia quella sera: ma non serve tanto per sconfiggere gli americani al loro primo mondiale dopo 40 anni. Finisce 1-0. L’Italia va in testa al girone a punteggio pieno, le notti magiche sono appena iniziate. E il bambino che scrive va a letto contento: ha appena visto per la prima volta una partita dell’Italia, in un mondiale in Italia, con il suo papà e tutta la sua famiglia.
E’ tempo di dormire, è tempo di andar a letto, felici, ma inconsapevoli che quelle notti magiche forse non torneranno mai più