

Sabato 16 Giugno 1990, Montebelluna. E’ il sabato più sabato di tutti i mondiali. Siamo solo alla prima settimana e quindi non c’è ancora la nostalgia del mondiale che sta finendo, l’Italia ha 4 punti, la gente è felice, oggi si giocano tre partite, è sabato e tutta la famiglia è a casa. Non ricordo cosa ho fatto quel sabato mattina, ma sicuramente un giro in centro con mio papà l’ho fatto e forse, essendo sabato, si è acquistato anche il giornale. E’ vero, lunedi ho l’esame orale di quinta elementare ma di Seconda Guerra d’Indipendenza, Cecoslovacchia e Atomo so tutto.
Alle 17, dopo la visione di Dribbling Mondiale, è tempo di Girone C ed è tempo del Brasile, una delle favorite. Il Brasile in casa evoca sempre dolci ricordi: ogni volta mio papà mi racconta cosa successe quel 5 luglio 1982, ma questa è un’altra storia. Con la telecronaca di Carlo Nesti si gioca Brasile – Costarica: incuriosisce la maglia bianconera dei centroamericani su cui ancor oggi aleggia un pò di leggenda (ma di cui all’epoca non ci feci caso). Quelle strisce verticali bianconere sono un omaggio alla Juve visto che si gioca a Torino o al Partizan Belgrado, squadra di Milutinovic? La partita ha il copione atteso: è un tiro al bersaglio del Brasile che effettua oltre venti tiri in porta contro gli zero del Costarica. Ma il punteggio finale è solo 1-0 con gol di Muller e con il Costarica ancora in corsa per il passaggio al secondo turno.
E’ il primo giorno in cui mi godo una giornata completa con mio papà e penso a quante me ne godrò in futuro: purtroppo non sarà così perchè a volte la vita regala sorprese che non ti aspetti, ma anche questa è un’altra storia.
Il sabato sera ci sono due partite in contemporanea. Io sono abituato a fare zapping per non perdere nulla ma quella sera in salotto decide mio padre. Per il girone C si gioca a Genova Scozia-Svezia con telecronaca di NAndo Martellini, per il girone F si gioca a Cagliari Inghilterra – Olanda con telecronaca di Fabrizio Maffei. Per mio padre non c’è dubbio: si guarda, senza zapping, Inghilterra – Olanda. E devo dire che non sono contento: ammetto che, sono strano, al mondiale mi piace guardare partite tra squadre più scarse: come dimenticare Corea – Bolivia 0-0 a Usa 94 o Giamaica – Giappone 2-1 a Francia 98 o Iran – Angola 1-1 a Germania 2006. Ma il problema delle partite in contemporanea sarà risolta la sera successiva con un escamotage che farà sorridere mio papà…e farà arrabbiare (termine controllato) mamma e sorella.
A Cagliari quindi si gioca Inghilterra – Olanda, è la partita della paura degli hooligans. Cagliari è sotto assedio per l’invasione di inglesi e olandesi: il Sant’Elia è uno spettacolo di colori tra bianco e arancione. Fuori però succedono scontri tra tifosi e forze dell’ordine: la lezione dell’Heysel non era servita. Ma ero ancora piccolo per capire queste cose , a me bastava la partita. E la partita è molto deludente: tanta tattica, poche occasioni, poche emozioni. Finisce 0-0, è il terzo pareggio del girone. Doveva esser un girone spettacolare, ma non è così.
A Genova invece la partita tra Scozia e Svezia porta molte emozioni (Anche se non la vedo in diretta). Entrambe devono vincere, entrambe sono all’ultima chiamata mondiale. Se a Cagliari c’era il bianco e l’arancione, qui c’è il giallo e il blu. I colori ai mondiali sono sempre spettacolari e passerei ore a guardare gli stadi colorati: non c’è niente che fa unire così tanto un paese. E in quell’estate 1990 lo capisco e me ne innamoro: il mondiale diventerà un appuntamento fisso della mia vita. Ma torniamo a Scozia – Svezia: la Scozia sembra molto più aggressiva e sopo dieci minuti va in vantaggio con Stuart McCall. Con la Svezia c’è un giocatore che voglio citare: si chiama Klas Ingesson, lascerà il segno a Bari e Bologna e purtroppo morirà molto giovane. Nel secondo tempo la Svezia reagisce ma un rigore di Johnstone a dieci dalla fine porta gli scozzesi sul 2-0. Ci sarà tempo per il mitico Stromberg (alzi la mano chi non lo conosce) per fare 1-2, ma finisce così. Per la Scozia il sogno continua, per la Svezia finisce un sabato sera nel capoluogo ligure.
E così finisce il sabato più sabato di questi mondiali. Vado a letto tra l’eccitazione del giorno dopo che sarà un’altra domenica mondiale tutta in famiglia e un pò di preoccupazione per l’esame del lunedì. Storie di normalità e storie di vita con nello sfondo il mese magico di Italia 90