

E’ domenica, è una domenica di metà giugno, una calda domenica d’estate. E come tutte le domeniche tante famiglie partono e vanno al mare: JEsolo, Eraclea, Caorle sono queste le mete per chi vive in provincia di Treviso. E anche in casa nostra la giornata inizia lenta, la colazione in famiglia, la messa (forse o forse no, non ricordo), il giro in centro. Ma non è una domenica come tutte le altre perchè è comunque una domenica italiana con il Mondiale in casa nostra. E poco importa se in questa giornata il programma non è così di alto livello, il mondiale è sempre il mondiale. E’ una domenica speciale anche perchè è la vigilia del mio esame orale di quinta elementare, ma non sono preoccupato. Sono più preoccupato per qualcosa che accadrà 9 giorni dopo, ma lo scoprirete nei prossimi giorni.
Alle 17 è tempo della prima partita del giorno e io e papà siamo in postazione in salotto. In una calda Palermo invasa da tifosi irlandesi si gioca Eire – Egitto. Lo dice il titolo: Eire – Egitto è una partita bruttissima, una partita in cui si decide di non farsi male e in cui fin dal primo minuto le squadre si accontentano dello 0-0. E così la partita diventa una melina a centrocampo e soprattutto diventa una serie infinita di retropassaggi ai portieri Bonner e Shobeir. L’Eire ha qualche occasione in più ma la partita passa alla storia come una delle più brutte dei mondiali. Ma Eire – Egitto diventa una partita che in un certo senso cambia la storia del calcio: prendendo spunto da questi 90 minuti si decide di proibire il retropassaggio al portiere aumentando la spettacolarità. Per il momento però il girone F dopo due giornate ha 4 squadre in assoluta parità.
Dopo la cena della domenica con gli zii è tempo delle due partite delle 21. E la cosa simpatica è che a Verona si gioca Belgio – Uruguay e a Udine Spagna – Corea del Sud, io invece sono a Montebelluna esattamente a metà strada tra Udine e Verona. Per una notte il Triveneto diventa il centro del mondo. Ed è in questa serata che ho l’illuminazione che fa sorridere il papà e che fa arrabbiare mamma e sorella: cucina e salotto sono vicine e c’è un punto di passaggio tra le due stanze in cui, mettendo una sedia in modo strategico, posso veder entrambe le partite. Da quel momento, fino a EURO 96, tutte le partite in contemporanea saranno viste in quella postazione. La scelta piace anche a mio papà: in caso di azione importante o di gol lo informo così può guardare anche lui. E così in salotto è tempo di Belgio – Uruguay e in cucina è tempo di Spagna – Corea del Sud.
A Verona c’è una bellissima prova di forza del Belgio che torna quello che impressionò 4 anni prima in Messico. Dopo 15 minuti i Diavoli Rossi passano con un bellissimo colpo di testa di Clijsters; il gioco del Belgio è brillante e dopo solo 8 minuti è Vincenzo Scifo, conoscenza del calcio italiano, a raddoppiare con un gran tiro da lontano. Ricordo come anche mio padre è impressionato dal gioco degli uomini di Thys. Nel secondo il mitico Ceulemans fa 3-0 e il gol di Bengoechea serve solo a limitare il passivo. E’ un Belgio che fa paura e che dopo due partite è a punteggio pieno.
Intanto a Udine, e nella televisione in cucina, la Spagna affronta la Corea del Sud, raccontata da Carlo Nesti. E questa diventa la partita di quel numero 8 che tanto amo con il Real Madrid. Non era il Real che vinceva la Champions come negli ultimi anni, ma era un Real che mi affascinava per le impressionanti rimonte che faceva al Bernabeu. Quel numero 8 è Michel e quella sera con la Corea del Sud realizza una sensazionale tripletta. Dopo il gol iniziale i coreani pareggiano con Hwang Bo Kwan (sempre facili i nomi coreani) ma nel secondo tempo gli spagnoli la chiudono portandosi al secondo posto nel girone. Finisce 3-1 per la Spagna. Una serata con 8 gol dopo un pomeriggio noioso. E aver visto tutti gli 8 gol in diretta senza zapping, mi rende fiero della mia scelta. Ora arriveranno quattro giorni di partite in contemporanea e da quel posto non mi sposterò più.
Finisce così questa bella domenica mondiale, finisce la seconda giornata dei gironi. Come numeri di partite disputate siamo circa a metà ed anche il mio block notes pieno di nomi, numeri, marcatori e cartellini gialli inizia ad esser vissuto. Ma è il mondiale, è il mondiale italiano.
Ora però è tempo di andar a letto perchè, anche se sono tranquillo, domani finisce un primo piccolo percorso di vita, domani con l’esame orale entrerò per l’ultima volta alla scuola Marconi. Sarà bello. Anche se ora, 35 anni dopo, lo vedo come nostalgico. Ed è bello che proprio stasera scrivo questo pezzo proprio da Montebelluna, vicino a quella scuola Marconi in cui sono entrato per l’ultima volta in quella magica e indimenticabile estate del 1990