

Lunedì mattina, inizia una nuova settimana, di lavoro per mamma e papà, di vacanza per la sorella. Per me invece è un giorno in cui per qualche ora il mondiale passa in secondo piano: è il giorno del mio esame orale agli esami di Quinta Elementare. Ed è il mio ultimo giorno di scuole elementari, la fine del primo percorso di vita, un percorso che mi ha regalato bei ricordi e tanti amici ancora presenti nella mia vita. L’esame va benissimo, ma non avevo dubbi: conosco a memoria la Seconda Guerra d’Indipendenza (ricordo ancora qualcosa inerente al ponte di Boffalora), conosco come le mie tasche la Cecoslovacchia (città, fiumi, laghi e monti) e l’atomo. Ora la scuola è davvero finita e con essa un ciclo di vita. Ed è bello che appuntamenti come i Mondiali di calcio e come le Olimpiadi accompagnano lo scorrere della vita: c’è il mondiale delle elementari, quelle delle superiori, quello della maturità, quello dell’università, quello del mondo del lavoro, quelli milanesi e quello in un periodo particolare della vita in cui decisi di andar in Qatar a veder il mondiale dal vivo. In fondo tante storie di vita intrecciano con le estati mondiali.
Torno a casa felice e posso rituffarmi nei mondiali. Adesso però entra in gioco una seconda preoccupazione perchè il lunedi successivo dovrò entrar in ospedale per operarmi l’appendicite, ma c’è tempo per questa storia. Ora è lunedi pomeriggio, sono a casa da scuola e posso uscire e giocare a calcio, magari mimando partite di campionato o partite del mondiale (nei campionati che facevo io vinceva sempre la Roma e i mondiali sempre l’Italia).
Alla sera però si torna a far sul serio: si chiude il Girone B, quello dell’Argentina. E’ l’ultima giornata quindi si gioca in contemporanea: a Napoli c’è Argentina – Romania, entrambe a 2 punti e a Bari Camerun – URSS con africani già primi. La postazione è standard: papà in salotto con Argentina – Romania e tifo per Maradona, io tra le due televisioni ad informarlo sui gol di URSS Camerun.
A Bari non c’è partita: il Camerun ha già la mente agli ottavi di finale, l’URSS può approfittarne per fare quella goleada che potrebbe dare qualche speranza di ripescaggio come migliore terza (passano le prime due e le quattro migliori terze). Segnano Protassov (che amavo da qualche anno), Zygmantovich, Zavarov e Dobrovolski: finisce 4-0 per l’URSS. Fa sorridere il fatto che quattro anni dopo, nel mondiale statunitense, Camerun e Russia (non più URSS) saranno entrambe nel girone B, si sfideranno all’ultima giornata con i russi a 0 punti e finirà 6-1 per la Russia.
A Napoli è tempo di Argentina – Romania. Le due squadre sanno che con il pareggio hanno un’ottima possibilità di passare entrambe. E la partita, in un San Paolo gremito che sospinge il proprio eroe Maradona, scorre senza troppi sussulti sullo 0-0. Nel secondo tempo è il difensore Monzon a portar avanti l’Argentina cambiando gli equilibri di partita e girone. E questo accade mentre l’URSS sigla il 4-0: in questo momento sono i sovietici ad esser terzi. Ma il vantaggio biancoceleste dura poco: a venti minuti dalla fine Balint pareggia. Finisce 1-1. E finisce con Camerun primo, che rimane a Napoli, Romania seconda che andrà a Genova per gli ottavi e Argentina terza, ancora non qualificata, ad attendere la conclusione dei gironi successivi. L’Argentina che voleva giocare a casa di Maradona si ritrova lontana da Napoli e ci potrà tornare solo per la semifinale.
Si chiude così questo lunedì “storico” della mia vita. Ho finito le elementari, sono stato bravissimo e uscirò con “Ottimo”, domani sera gioca l’Italia contro la Cecoslovacchia (di cui so tutto!!). E’ una dolce buona notte quella di Montebelluna di quel 18 Giugno di 35 anni fa