

E’ un sabato tutto italiano quello che ci apprestiamo a vivere. Fa caldo, è estate e tanta gente prende la macchina e si avvia verso Jesolo, Eraclea o Caorle per una giornata di mare. Probabilmente lo avremmo fatto anche noi visto l’amore per il mare di mio padre, ma ci sono i mondiali, ci sono gli ottavi di finale e non si possono saltare partite. Inoltre tra due giorni entro in ospedale per cui devo prepararmi le cose con mamma. Il sabato mattina si va in centro a Montebelluna, mio papà con gli amici di sempre, io a ruota. Anche se ho 11 anni si parla solo di mondiali e ho tutte le competenze per discutere di Baggio, Schillaci, Matthaus, Careca o Van Basten.
Alle 17 è tempo di tornare in campo. Non ci sono più le partite in contemporanea, per cui siamo entrambi in salotto con postazioni ormai note. La sigla del mondiale ci porta al San Paolo dove tutti si sarebbero aspettati di veder l’Argentina e invece troviamo Camerun e Colombia: se la Colombia è giunta terza nel suo girone, il Camerun è una delle sorprese del primo turno ed è diventata la squadra simpatia del mondiale. In campo con la Colombia c’è anche un tale Escobar: è uno dei più noti della squadra sudamericana e purtroppo sarà ucciso dopo l’eliminazione della Colombia a Usa 94, ma questa è un’altra storia.
La partita è molto controllata e non spettacolare: chi ha qualche occasione in più sono gli uomini di Maturana, tra cui una traversa clamorosa, ma il risultato non si sblocca. Al 90esimo è 0-0 e si va ai supplementari. Intanto nel Camerun era entrato un quarantenne che l’Italia aveva già conosciuto ai mondiali spagnoli: il suo nome è Roger Milla. Con lui in campo i leoni africani prendono coraggio.
Ai supplementari il punteggio rimane 0-0 fino al minuto 106 quando Milla con un’azione personale supera Higuita e porta avanti gli africani. La sua danza Makossa (a 11 anni non sapevo si chiamava così) dopo il gol diventa un simbolo di Italia 90. Passano tre minuti ed ecco uno dei gol più iconici del mondiale: Higuita, il pazzo portiere colombiano, controlla male il pallone, Milla si fionda, porta via il pallone e segna il 2-0. Camerun a un passo dai quarti. Redin fa 2-1 ma Tullio Lanese fischia la fine. Per il Camerun è una clamorosa qualificazione ai quarti di finale. E a casa si festeggia perchè ai mondiali si tifano sempre quelli sulla carta più deboli.
Dopo cena è tempo di trasferirsi a Bari, proprio a Bari, in quella città entrata in modo così importante nella mia vita. E’ un altro ottavo inatteso: è la sfida tra Cecoslovacchia e Costarica. La Cecoslovacchia di Venglos ha fatto un’ottima impressione nel girone perdendo solo con l’Italia a qualificazione avvenuta; Costarica ha sorpreso il mondo eliminando Scozia e Svezia. Al San Nicola di Bari però la prova di forza della Cecoslovacchia è troppo per i centroamericani. Segna subito Skuhravi di testa, il suo marchio. Nella ripresa il Costarica reagisce e pareggia con Gonzalez ma i cechi continuano ad attaccare. E su cross di Moravcik è ancora Skuhravy di testa a fare 2-1. Kubik su punizione porta a tre le segnature ceche e ancora Skuhravy, e ancora di testa, chiude la sfida sul 4-1. La notte di Bari è la notte di Skuhravy che si mostra al mondo con le sue capacità nel colpo di testa. Sarà il Genoa ad acquistarlo e Thomas diventerà un idolo della tifoseria rossoblu.
Ma intanto si è chiusa anche la prima giornata di ottavi di finale. C’è tempo per il processo di Biscardi, c’è tempo per aggiornare il mio block notes con tutti i risultati e poi si va a letto. Domani il programma prevede due partite da sogno, ma domani è anche la vigilia della mia entrata in ospedale e quindi guarderò le partite, ma sarò anche un pò preoccupato. Ma è una metafora di vita, anche nei momenti più belli, qualche problema c’è sempre.
E per sabato 23 Giugno è tutto. Buona notte Italia