

E’ Domenica, una calda domenica di Giugno. E’ una domenica che vivo con una sensazione doppia: da un lato l’emozione per quelle due partite che si giocheranno, dall’altro il timore per l’entrata in ospedale del giorno dopo e per l’operazione del martedì. Ma fino a che non finiscono le partite, non voglio pensarci: è una sensazione che si prova spesso nella vita quella di dover vivere momenti difficili e spiacevoli preceduti da momenti di gioia e spensieratezza. Ecco questo è quella domenica. La giornata scorre come tutte le domeniche di un bambino di 11 anni in un paese della Marca Trevigiana: si sta in famiglia, si pranza a casa, il papà fa il riposino pomeridiano, io aggiorno il mio block notes e poi arrivano i mondiali.
E’ una domenica destinata a cambiare la storia del Mondiale italiano: giocano quattro squadre, tutte partite per vincere quel Mondiale. E le partite si giocano negli stadi delle più titolate d’Italia, Milano e Torino. E’ il giorno di Brasile – Argentina e di Germania – Olanda, è uno dei giorni della verità del mondiale.
Alle 17:00 ci si collega con Torino dove Carlo Nesti ci racconterà il derby Sudamericano. Papà è nella poltrona principale, io nel divano a tre, sono le posizioni standard. Si tifa Argentina e il motivo è semplice: nonostante sia tifoso della Fiorentina, papà adora Maradona. E non solo ha altri due idoli: uno è Antognoni, l’altro è Daniel Passarella, altro argentino. Il Brasile inizia all’attacco e attacca tutta la partita ma non fa i conti con quel destino che a volte segna le grandi storie di calcio. Alemao e Careca (compagni di Maradona nel Napoli) colpiscono pali, Branco anche, Goicoechea para. In campo c’è solo il Brasile sospinto dalla spettacolare Torcida. Ci si aspetta il gol da un momento all’altro, ma la storia del calcio ha in serbo un’altra storia: a 10 minuti dalla fine è proprio Maradona a prender palla, a saltare due avversari, a servire palla a Caniggia che porta avanti l’Argentina per lo choc del Brasile. E i carioca non reagiscono più. Finisce 1-0 per l’Argentina che vola ai quarti, in modo immeritato. Ci saranno tante storie su questa partita, forse vere, forse leggende, ma a quel tempo ho 11 anni e non ci penso. Penso che l’Argentina è in semifinale e potrebbe diventare un’avversaria per l’Italia nella corsa al mondiale.
E’ domenica sera e come succede spesso si va a mangiare alla Tavola Calda da CArlo, trattoria semplice in centro a Montebelluna, sede storica del calcio Club Montebelluna. Con noi gli zii e il cugino Simone, cugino che è un fratello. La sera si gioca Germania – Olanda, con la telecronaca di Ennio Vitanza, e la si guarda (almeno il primo tempo) dalla trattoria. Germania – Olanda a Milano è un derby: è Inter – Milan. E’ Matthaus, Klinsmann e Brehme contro Gullit, Van Basten e Rjikaard. Non so per chi tifare, per uno che tifa Roma la scelta tra Milan e Inter non è facile. Propendo per la Germania: in quegli anni il Milan vince sempre e i troppi cugini milanisti sfottono sempre il povero cugino romanista. E quindi si tifa Germania.
In un San Siro gremito la Germania effettua la partita perfetta annichilendo gli Olandesi campioni d’Europa che due anni prima avevano vinto l’Europeo in casa loro. Ma è una partita molto tesa: ricordo bene la rissa tra Voeller e Rjikaard entrambi espulsi a metà primo tempo dall’arbitro Loustau tra spinte e sputi. Il primo tempo finisce 0-0. Poi nella ripresa i tedeschi cambiano marcia e sono proprio due giocatori dell’Inter, Brehme e Klinsmann, a segnare le due reti che portano la Germania ai quarti di finale. Ronald Koeman segnerà su rigore il gol dell’1-2 ma non ci sarà spazio per alcun altra occasione. E’ festa per la Germania, è festa per gli interisti.
E non appena l’arbitro fischia la fine per me inizia la tensione. Niente Processo di Biscardi, ma solo un pò di paura per l’operazione di appendicite che mi aspetta. Non vedo l’ora venga venerd’, quando uscirò dall’ospedale e magari ritroverò l’Italia ai quarti di finale. Domani la sveglia è presto e mamma mi porterà in ospedale, poi al pomeriggio arriverà papà, perchè le partite si guardano anche dall’ospedale e perchè domani sera ci sarà Italia – Uruguay.
Intanto il Mondiale ha vissuto una giornata decisiva: Brasile e Olanda sono eliminate. Nessuno l’avrebbe pensato alla vigilia, ma è la bellezza e il dramma del calcio. La domenica delle domeniche di Italia 90 ora è storia. Ma questa notte è quella meno serena di questo magico mese di Italia 90. Vado a letto preoccupato, perchè la vita è fatta di cose belle, ma anche di preoccupazione.
Buona notte Italia