

E’ giovedì, è il secondo giorno senza partite e sarà lo stesso anche domani. Un pò di pausa ci sta dopo aver visto 44 partite in 18 giorni (adesso se ne vedono di più!). Ma sabato si ripartirà e sarà il gran finale che porterà direttamente all’8 Luglio, la notte della finale, la notte dell’ Olimpico, la notte in cui diventeremo Campioni del Mondo. E’ un’estate così particolare che non possiamo non vincere.
Intanto per me è il quarto giorno di ospedale: ormai sto bene, anche se i punti vanno tolti dopo circa 15 giorni e non c’è bisogno di visite durante il giorno. Verranno mamma e papà, ma solo la sera. Magari verrà anche la sorella Michela, ma lei ha 16 anni ed è in vacanza. Il mattino arriva la solita Gazzetta che come al solito viene letta dalla prima riga in alto a sinistra della copertina, all’ultima in basso a destra dove si trovano i programmi televisivi. E nella Gazzetta si parla ovviamente di Baggio e Schillaci, la nuova coppia del sogno italiano. E pensare che Totò fino a 14 mesi prima era uno sconosciuto attaccante del Messina, ora i suoi occhi hanno incantato il mondo. Ma la Gazzetta parla anche di Maradona e dell’Argentina che dopo aver eliminato il Brasile sfideranno la Jugoslavia che ora è sicuramente la mia preferita dopo l’Italia. Si parla tanto anche del miracolo Camerun, la sorpresa più grande, la squadra simpatia, l’Africa che diventa forte.
Anche in ospedale, con i compagni di stanza si parla di Mondiali: l’Italia è nel pallone, lo è nelle piazze, nelle case, nei bar e anche negli ospedali. Ho 11 anni e non faccio certi pensieri, ma oggi, col senno di poi, penso che i miei compagni di stanza (molto avanti con l’età) potrebbero aver pensato che quello sarebbe stata l’ultima volta che avrebbero visto un mondiale in Italia. A quell’età ancora non si pensa a morte e altre cose brutte. Il pomeriggio è tempo di Dribbling Mondiale e di rivedere per l’ennesima volta i gol degli ottavi, è tempo di aggiornare il Block Notes (presente anche in ospedale ) con le partite dei quarti. Stasera poi arriverà papà e faremo il gioco dei pronostici. Anche se sono in ospedale è tutto bello, è tutto nuovo e ora che so che domani andrò a casa, vivo quest’ultimo giorno con serenità.
Poi finalmente arriva papà e inizia il gioco pronostico. Questi i miei per i quarti di finale.
– Argentina – Jugoslavia. Papà è fans di Maradona e dell’Argentina, io sono fan della Jugoslavia, di Stojkovic, Brnovic e Susic. E anche nel basket sono innamorato di una squadra jugoslava: si chiama Jugoplastika Spalato. Insomma la Jugoslavia e tutto l’est europa mi attrae, quell’Est che diventerà importantissimo da lì a pochi mesi. Ma torniamo al pronostico: alla fine decidiamo che vince la Jugoslavia, troppo brutta l’Argentina vista finora
– Italia – Eire. Mai e poi mai farei un pronostico contro l’Italia. E poi l’Eire finora ha solo pareggiato, si gioca all’Olimpico. Vinceremo senza problemi. Non c’è dubbio
– Germania Ovest – Cecoslovacchia. Tiferemo sicuramente CEcoslovacchia perchè è la più scarsa delle due, ma la Germania Ovest vista finora è troppo forte e ha appena dominato l’Olanda campione d’Europa. Vincerà senza problemi la Germania
– Camerun – Inghilterra è la grande sorpresa contro coloro che hanno inventato il calcio. Ormai i giocatori africani, sconosciuti dieci giorni fa, sono diventati famosi: Oman Biyik, Makanaky, Kunde, M’Fede ma contro c’è una squadra forte piena di campioni che tutti conosciamo. PErò vogliamo sbilanciarci, è bello credere alle favole e quindi diciamo che vince il Camerun.
Quindi per noi le semifinali saranno Italia – Jugoslavia e Camerun – Germania Ovest.
E con il pronostico fatto, papà, mamma e sorella mi salutano e vanno a casa. Domani la mamma verrà a prendermi e si tornerà a casa. E’ l’ultima notte in ospedale e sono contento. Un giorno potrò raccontare che nella mia settimana d’ospedale a Montebelluna ho visto Italia – Uruguay, ho letto la Gazzetta, ho visto Dribbling, ho visto caroselli d’auto: insomma non capita a tutti!
E allora buona notte dall’Ospedale di Montebelluna!
Foto: Ospedale Montebelluna negli anni 90. Dalle terrazze con vetrate davanti ho visto il carosello post Italia – Uruguay