

E’ mercoledì, è giorno di mercato. Nei paesi il mercato è un momento di festa, condivisione, chiacchiere, il mercato è il momento in cui la comunità si unisce. Non sono uno che va al mercato perchè entrambi i genitori lavorano e io sono piccolo per andar da solo, inizierò qualche anno dopo ad andare facendo diventare il mercato del mercoledi mattina un rito.
Oggi penso a cosa sarà stato quel mercato quella mattina: nei bar si si sarà parlato solo di Italia – Argentina, tra rabbia contro Maradona, contro Vicini per non aver messo Baggio, contro la scelta di giocar a Napoli. Sicuramente si sarà parlato anche di Serena e del suo errore che ha spento per sempre il nostro sogno.
Ma per me quella mattina è un momento triste. Da un mese mi sveglio ogni giorno pensando alla notte della finale, invece questa mattina mi sveglio e so che la finale non ci sarà. E’ la consapevolezza che non è un brutto sogno, ma è la realtà. E in questa metafora di vita, quante volte è capitato di rincorrere un sogno, perderlo e svegliarti la mattina dopo, triste e vuoto. E non per il calcio, ma per cose più serie. Il calcio però, a 11 anni, può portarti questo vuoto.
La giornata scorre lenta, i punti dell’appendicite, che per tre giorni non sentivo più, tornano a darmi fastidio, ma venerdì li toglierò. Oggi la giornata è più lunga, non ci sono partite nel pomeriggio e non c’è più quell’eccitazione delle notti magiche. Ricordo una cosa simpatica che inizio a fare in quei giorni, ma ve la racconterò domani.
Intanto la sera si avvicina e il mondiale va avanti. Dopo cena, alle 20:00 a Torino, si gioca Germania – Inghilterra. La guardo senza voglia, quasi senza interesse: credo di aver guardato con più interesse Colombia – Emirati o Eire – Egitto. La posizione in salotto rimane la stessa: papà nel divano principale, io nell’altro. E c’è un insegnamento che mi da papà in questo giorno triste: si può perdere, si può piangere, si può arrabbiarsi per lo sport, ma se una cosa si ama non si smette di guardarla. E così ecco la seconda semifinale, ecco Germania – Inghilterra.
E’ una partite tra squadre che conosco a memoria. Cito solo i miei tre preferiti per squadra: Voller, Hassler e Augenthaler da una parte, Waddle, Beardsley e Lineker dall’altra. Una cosa che ricordo in modo netto è la maglia della GErmania: verde, come quella indossata nella finale di Città del Messico. Chi fa la partita è l’Inghlterra che colpisce anche una traversa, la Germania non sembra la stessa delle partite precedenti . Nel secondo tempo però i tedeschi cambiano ritmi e dopo 15 minuti una punizione beffarda deviata dal solito Brehme porta avanti la Germania: è il 12esimo gol della Germania su 14 segnato da un “italiano”. L’Inghilterra però non ci sta e a 10 minuti dalla fine arriva il pareggio di Gary Lineker, attaccante meraviglioso.
Si va ai supplementari dove sia i leoni inglesi sia i panzer tedeschi colpiscono un palo clamoroso: finisce 1-1 e anche la seconda semifinale si conclude ai rigori. Rigori, maledetti rigori, quelli che hanno cambiato la nostra vita. E i rigori, questi maledetti rigori, hanno lo stesso identico andamento di 24 ore prima. Segna Lineker, segna Brehme; segna Beardsley, segna Matthaus; segna Platt, segna Riedle; 3-3 come ieri Italia – Argentina. Al quarto tiro però la storia cambia, come era cambiata ieri: Stuart Pearce si fa parare da Illgner, mentre Olaf Thon. E poi è Chris Waddle a sbagliare. E Germania – Inghilterra finisce 5-4, allo stesso identico modo di Argentina – Italia. E tprnano alle mente le parole di Lineker: “il calcio è un gioco dove 22 persone rincorrono un pallone e alla fine la Germania vince”.
Sono ormai le 23 del 4 Luglio e sappiamo quale sarà la finale. A Roma, domenica 8 Luglio, si sfideranno Germania e Argentina. A Bari, sabato 7 Luglio, si sfideranno Italia e Inghilterra e ammetto che anche ora, a 46 anni, non capisco il senso della finale per il terzo posto.
Vado a letto, con la tristezza che non passa, con USA 94 troppo lontana. La seconda fase della mia vita è iniziata oggi.
Buona notte Italia
Foto: Mandatory Credit: David Cannon/Allsport