

E’ l’ultimo sabato mondiale. L’Italia si prepara a salutare Italia 90 e a passare il testimone a USA 94. Il mio sogno , e il sogno di tutta Italia, era vedere l’Italia in finale l’8 Luglio: purtroppo non è così, l’Italia gioca stasera, a Bari, contro l’Inghilterra per il terzo posto. E anche se stasera gioca l’Italia, non c’è più quel’attesa, quell’ansia, quell’aspettare il calcio d’inizio: no, stasera sarà una partita triste. E anche a distanza di 35 anni non capisco il senso della finalina.
E’ comunque un sabato d’estate: ora dopo la rimozione dei punti, mi sento libero e durante la giornata esco con la famiglia. Domani andremo al mare e poi torneremo in tempo per la finalissima: quest’anno siamo andati solo una volta al mare e sono contento di tornarci. E’ anche un sabato, l’ultimo sabato mondiale, di ricordi azzurri. Sono ancora un bambino (anche se dal rigore di Serena sono diventato grande) e fatico a quantificare il tempo ma penso a quanto tempo passerà prima di veder ancora un mondiale in Italia. E pensando con la mente di oggi, penso agli anziani che potrebbero aver pensato che non avrebbero mai più rivisto un mondiale nel nostro paese. Ma a 11 anni, la parola MAI PIU’, non fa parte del vocabolario.
Il sabato intanto scorre, si cena a casa e poi succede un colpo a sorpresa. Papà esce e va a veder la partita con gli amici, non la guarda a casa. E’ strano, ma a distanza di tempo capisco che la finale del terzo posto vale poco, o forse niente. E così quella sera ho io il divano presidenziale e in salotto ci sono anche mia sorella e mio cugino. Ed è così che ci prepariamo ad Italia – Inghilterra, l’ultima partita dell’Italia al mondiale di casa.
E c’è un’altra sorpresa. A far la telecronaca non c’è Bruno Pizzul, ma c’è Giorgio Martino. Nel periodo in cui Pizzul è stata prima voce RAI, questa è l’unica partita non commentata da lui: insomma, un altro segnale che questa partita vale solo per le statistiche. Italia – Inghilterra si gioca a Bari, allo Stadio San Nicola che l’anno successivo ospiterà la finale di Champions League tra Stella Rossa e Olympique Marsiglia.
La partita inizia e subito uno striscione mi fa venire i brividi: in poche parole racconta tutto ciò che è stato in Italia in questo mese. Lo striscione dice semplicemente così: “E’ STATO UN BEL SOGNO: GRAZIE LO STESSO”. Per me bambino è stato molto più di un sogno, è stato un viaggio nella vita: un mese con il mondiale in Italia, i primi esami della mia vita, la prima operazione chirurgica della mia vita. Tutto in un mese che ancor oggi, a distanza di 35 anni, rimane un mese indimenticabile.
E negli strani giri della vita, mi emoziona il fatto che questo striscione sia stato esposto proprio a Bari, una città che in questi ultimi anni mi ha regalato sogni, trasformati in realtà.
Quello striscione di Bari per me, anche 35 anni fa, significa tanto: è vero, abbiamo perso, ma le sensazioni provate sono intatte nel mio cuore. E quel sogno non realizzato è diventato comunque qualcosa di grande, che sono orgoglioso di aver vissuto e qualcosa da tramandare.
Poi c’è la partita che però questa sera con conta così tanto. Tra le due è l’Italia quella che vuole vincere e ci prova con diverse occasioni, ma la difesa inglese regge, senza soffrire troppo. Non è l’Italia avvolgente vista contro Cecoslovacchia, Uruguay o Eire, non c’è un pubblico che spinge come all’Olimpico, ma è un’Italia che vuole chiudere con una vittoria. Il secondo tempo vede lo stesso copione, attacca l’Italia, difende l’Inghilterra. Al minuto 71 Baggio in area viene steso da Shilton, Schillaci recupera palla, la passa ancora a Baggio che con una finta fa sedere Pearce e conclude per l’1-0. E’ un gran gol di Roberto, un fuoriclasse bloccato da troppi infortuni. Sembra fatta, ma Platt di testa su cross di Dorigo pareggia: 1-1 e la paura di viver ancora i rigori. Ma questa volta non ci saranno: perchè Schillaci subisce un fallo da rigore di Parker e dal dischetto realizza il definitivo 2-1. Per Totò questo significa il titolo di capocannoniere dei mondiali, qualcosa di inatteso a inizio mondiale. A casa si festeggia il 2-1 ma in modo molto semplice, siamo terzi al mondo, ma volevamo esser primi.
Finisce così, finisce con il terzo posto l’avventura dell’Italia nel mondiale più atteso della storia italiana. Finisce con delusione e rimpianti, finisce con il rammarico di ciò che poteva esser e non è stato. Finisce con giocatori italiani e inglesi a festeggiare assieme, con un’iconica ola, la fine di un mondiale, la fine di un sogno mentre nel cielo del San Nicola si canta “Notti Magiche”. E che Notti Magiche sono state…inseguendo un gol…sotto il cielo di un’estate italiana.
E’ tempo di spegner la TV con una certa nostalgia: la prossima partita dell’Italia al Mondiale la rivedrò tra 4 anni, quando avrò finito la prima superiore. Mi scendono le lacrime: sono diventato grande perchè ho capito che non tutti i sogni diventano realtà, ma sono ancora un bambino. E in un momento così, un bambino piange.
Buona notte Italia