

Lunedì 9 Luglio: mi sveglio con una nuova sensazione addosso. Il mondiale è davvero finito, Italia 90 è storia, Italia 90 non ci sarà più. O meglio Italia 90 rimarrà sempre, nei ricordi di un bambino che diventerà grande e che, forse, un giorno, racconterà il suo mondiale.
Quel lunedì mattina ho una doppia sensazione. Da una parte quasi una liberazione: dopo l’eliminazione dell’Italia, dopo quelle lacrime di tristezza, non vedevo l’ora finisse questo mondiale e vedere Matthaus alzare la coppa mi ha portato a dire che finalmente questa cosa era finita. Dall’altra però c’è la tristezza, la tristezza di una cosa bella che è finita. E’ una tristezza che riprovo ogni anno, o meglio ogni 4 anni, quando si spegne il fuoco di Olimpia, ma questa è un’altra storia.
Ma poi c’è la vita, che non si ferma e che continua a correre, veloce e impetuosa: quel lunedì non c’è più tempo di guardar indietro, si deve guardare avanti perchè c’è un’estate da vivere con gli amici, c’è un pranzo condominiale da fare tra 6 giorni, c’è una vacanza in Jugoslavia da fare ad Agosto e poi c’è la scuola media da iniziare. Sì, le scuole medie, alla Dante Alighieri di Montebelluna. A settembre inizierò le medie, sono davvero diventato grande.
Ed è con questo pensiero che voglio ringraziare tutti i lettori che mi hanno accompagnato in questo viaggio. Quel bambino emozionato di fronte al mondiale italiano ha deciso di scrivere un diario a distanza di 35 anni, per ricordare quei momenti e, in un certo senso, per renderli eterni. Quel mese ha segnato la mia vita: perchè mi sono innamorato dei mondiali e dello sport, perchè ho avuto un’operazione in ospedale, perchè ho fatto i miei primi esami, perchè ho capito l’amore enorme di un padre che ha guardato Italia – Uruguay in una stanza d’ospedale, perchè ho fatto il mio primo carosello festoso, perchè anche un paese di 25mila abitanti come Montebelluna ha vissuto il Mondiale in modo intenso, come tutta Italia. Un mese di vita normale, di vita reale, stravolta dal mondiale di calcio. Come dimenticare quel mese: e anche se abbiamo perso, quel mese sarà sempre qualcosa di intimo. È stata una favola…sono state “Notti magiche, inseguendo un goal, sotto il cielo di un’estate italiana” e noi eravamo bambini.
E il mio infinito GRAZIE va a chi ha letto, a chi ha commentato, a chi ha semplicemente condiviso emozioni di quel mese. Ho letto commenti che mi hanno commosso, che mi hanno fatto scender qualche lacrima, ho letto tra i commenti racconti di vita. racconti di sogni, racconti di sensazioni forti che vanno ben oltre una partita di pallone o un mondiale di calcio. Quando Pagine di Sport è nata, 7 anni fa, aveva l’obiettivo di raccontare storie ed emozioni: questo Diario di Italia 90 è stata una storia di sport meravigliosa che ha intrecciato la vita di tanti bambini, ragazzi, adulti, nonni e di tante persone che oggi non ci sono più e che forse, leggendo queste righe, sono tornate in mente ai lettori.
E una di queste è mio padre, mancato nel 1996, a cui in parte dedico questo diario, ringraziandolo per avermi insegnato ad amare lo sport e le incredibili emozioni, da vittoria o da sconfitta, che lo sport regala.
E per chiudere questo cerchio magico, quando mi sono svegliato quel 9 Luglio, non avrei immaginato che avrei dovuto aspettare 16 anni per vincere un mondiale. Era il 9 Luglio 2006, era Berlino e quella notte ho gridato al cielo di Montebelluna, più forte che mai…”Siamo campioni del Mondo”. Ma questa è un’altra storia, questo sarà il diario che racconterò il prossimo anno.
Ora è tempo di chiudere. Ma prima voglio ringraziarvi ancora tutti: i vostri commenti hanno reso il racconto più magico, hanno unito il Veneto alla Sicilia, il Piemonte alla Puglia, il Trentino alla Sardegna, e forse hanno unito l’Italia intera nel ricordo di un mese indimenticabile.
GRAZIE DI CUORE A TUTTI VOI!
Roberto Vallalta
PS: E un grazie va anche a mia moglie che, ogni sera, per 32 sere mi ha visto assentarmi per scrivere. E se non era chiaro dai post, lei è di Bari!
BUONA NOTTE ITALIA… LA VITA RICOMINCIA!