

Era il 1980, erano i giochi olimpici di Lake Placid 1980 quando gli Stati Uniti sconfissero l’Unione Sovietica nel torneo finale di hockey su ghiaccio. Quella vittoria storica con il gol di Mike Eruzione, diventò storia, leggenda e per tutti diventò “il miracolo sul ghiaccio”. Ma la storia olimpica dell’hockey ha un altro incredibile e inatteso miracolo sportivo: è quello della Gran Bretagna ai Giochi invernali del 1936. I giochi Olimpici Invernali 1936 si svolgono nella bella Garmisch-Partenkirchen, in Baviera, nel Sud della Germania. Come i giochi estivi di Berlino saranno giochi molto politicizzati ma questa è un’altra storia e noi vogliamo parlare di sport.
Il torneo di hockey su ghiaccio ha una grande e unica favorita: è il Canada di coach Albert Pudas. Il Canada aveva vinto le quattro precedenti edizioni dei giochi (considerando anche Anversa 1920 quando l’hockey era parte dei giochi estivi) con risultati e numeri semplicemente impressionanti. Nei quattro tornei precedenti i canadesi avevano giocato 19 partite, ne aveva vinte 18 e pareggiate 1 (a Lake Placid 1932), aveva segnato 231 reti e ne aveva subite 8. Ecco perche anche in Germania il Canada è nettamente favorito.
E poi c’è la Gran Bretagna. La federazione era nata nel 1913 ma fino al 1928 non c’era molto interesse. Poi l’interesse per l’hockey aumentò, ci furono investimenti e soprattutto tanti giocatori canadesi andarono a giocare in squadre inglesi. La nazionale era però formata da atleti nati in Inghilterra che non potevano competere con le nazioni più forti. Poi nel 1935 la storia la cambiò: Jimmi Foster, nato a Glasgow, ma emigrato in Canada, tornò a giocare con la nazionale britannica nonostante diverse controversie con la federazione canadese. Con lui si trasferì con la nazionale britannica anche Alexander Archer e la Gran Bretagna vinse il bronzo ai mondiali. Non solo, la federazione britannica investì molto in questa direzione e in un certo senso cambiò la storia.
Ed arriviamo così ai Giochi di Garmisch, dove, seguendo questa politica, la Gran Bretagna si presenta con nove atleti su 13 nati in Canada. I giorni prima dei Giochi c’è un tentativo del Canada di far squalificare Foster e Archer, ma il tentativo non ha successo e i Giochi possono iniziare. La musica non sembra cambiare. Nel girone preliminare il Canada vince 3 partite su 3 segnando 24 reti e suendone solo 3. La Gran Bretagna invece vince il suo girone, ma senza convincere, con Giappone e Svezia.
Il secondo turno vede nello stesso girone Gran Bretagna, Canada, GErmania e Ungheria. La sfida tra Gran Bretagna e Canada è vibrante perchè per la prima volta il Canada sembra non poter dominare. Il primo tempo si chiude sull’1-1, il secondo si conclude senza reti. Poi nel terzo la storia cambia perchè a pochi minuti dalla fine Edgar BRenchley segna il 2-1 per la Gran Bretagna. E’ la prima sconfitta canadese ai Giochi, è la rivincita di Foster e Archer.
Il torneo prosegue e mentre il Canada torna a segnare 15 reti contro l’Ungheria, la Gran Bretagna pareggia a fatica dopo i supplementari contro la Germania in un match che finisce la sera tardi. Il mattino successivo per i britannici è facile sconfiggere l’Ungheria con un netto 5-1 davanti agli occhi di Hitler.
Le prime due, Gran Bretagna e Canada, vanno al girone finale mantenendo il risultato dello scontro diretto. Dall’altro girone giungono Stati Uniti e Cecoslovacchia. Sia il Canada, sia la Gran Bretagna sconfiggono nettamente i cechi e tutto si gioca nelle due sfide contro gli Stati Uniti. Il 15 Febbraio si gioca GRan Bretagna – Stati Uniti: finisce 0-0 grazie all’ennesima serata di grazia di Jimmy Foster. Lo speaker dichiara che i britannici sono campioni olimpici, anche se ciò non è vero perchè manca ancora l’ultima sfida. Gli Stati Uniti devono sconfiggere il Canada per vincer l’oro, ma il Canada difende l’onore, vince 1-0 e conquista l’argento.
Quel 16 FEbbraio però si scrive la storia: la Gran Bretagna guidata dal capitano CArl Erhardt è campione di Olimpia. Non accadrà più: il dominio del Canada riprenderà nel 1948 e si fermerà nel 1956 con l’arrivo dell’Unione Sovietica. Per la Gran Bretagna rimane una storia indimenticabile di sport, quella raccontata da tredici ragazzi che in quei giochi di Garmisch realizzano qualcosa di impensabile.
Questi i nomi dei campioni olimpici, molti di loro entrati nell’Hall of Fame dell’hockey britannico: Carl Erhardt, James Foster, Gordon Dailley, Archibald Stinchcombe, Edgar Brenchley, John Coward, James Chappell, Alexander Archer, Gerry Davey, James Borland, Robert Wyman, Jack Kilpatrick, Art Child. Coach: Percy Nicklin.