

Oslo 1952: i giochi per la prima volta sono in Norvegia, il paese forse più legato agli sport invernali, il paese che 42 anni dopo vedrà in Lillehammer la più bella edizione dei Giochi di sempre.
Ma già ad Oslo 1952 la passione della gente, il tifo del pubblico norvegese, il calore nordico del popolo abbraccia la sesta edizione dei giochi Olimpici. E la storia di questi Giochi, dopo quella di Zeno Colò, non poteva che essere la storia di un campione norvegese, uno dei più grandi e più amati norvegesi di sempre: il suo nome è Hjalmar Andersen e la sua specialità è il pattinaggio di velocità.
Hjalmar nasce nel 1923 nell’isola di Rødøya, nel Nord della Norvegia, in uno dei luoghi più spettacolari al mondo dal punto di vista paesaggistico. Il padre è nativo di Hammerfest, la città più a Nord del mondo, dove il sole di mezzanotte può regalare panorami mozzafiato. C’è tutto l’estremo nord nella cultura di Hjalmar. La famiglia si sposta poi a Trondheim e a 10 anni il giovane Hjalmar inizia a dedicarsi al pattinaggio di velocità con la società Falken. Arriva la guerra e lo sport si ferma ed anche il giovane Hjalmar si ferma per molti anni. Nel 1946 torna a gareggiare, partecipa ai Giochi di Saint Moritz e poi, nel 1950, esplode e diventa il più forte. Tra il 1950 e il 1952 è il campione All Around sia Europeo, sia Mondiale e la sua visibilità in Norvegia cresce sempre. Agli Europei di Oslo del 1951 tra il pubblico, oltre 25mila spettatori, c’è anche il Re Haakon VII ad ammirare le imprese del campione norvegese.
Ed eccoci all’anno Olimpico, quello che cambia per sempre la vita di Andersen. Ai Mondiali di Hamar, sempre in Norvegia, arriva un sensazionale record del mondo nei 10000 e questo accade solo dieci giorni l’inizio dei Giochi, quando tutti gli occhi del mondo saranno sul Blissett Stadium di Oslo.
Il 17 Febbraio sono in ventimila al Blissett (oggi stadio di calcio, ma rinnovato nel 1951 per i giochi di pattinaggio) è il giorno dei 5000m. E Hjalmar vola nel ghiaccio tra il tripudio del suo popolo: vince in 8’10″6 distaccando di oltre 10 secondi l’olandese Broekman e l’altro norvegese Haugli.
Il giorno dopo, 18 Febbraio, è il dei 1500m. E’ la gara dove la vittoria è meno sicura pechè i rivali come tempi non sono così lontani. Ed è una finale che si gioca sul filo dei decimi di fronte a un pubblico appassionato: è un popolo spesso silenzioso quello norvegese, come regna il silenzio nei paesaggi senza tempo dei fiordi, ma quel giorno a Oslo il rumore del pubblico si sente. E alla fine Hjalmar Andersen vince il suo secondo oro con un distacco di solo due decimi sull’olandese Van Der Voort e un secondo sul connazionale Aas.
Rimangono i 10000m per una storica tripletta e per diventare l’uomo più vincente di questi giochi. E il 19 FEbbraio Hjalmar compie il suo ultimo capolavoro. Vince, anzi stravince i 10000m con il tempo di 16’45″8. Gli avversari sono lontanissimi: l’olandese Broekman e lo svedese Asplund, secondi e terzi, giungono con oltre 25 secondi di distacco. Semplicemente impressionante, semplicemente meraviglioso, semplicemente Hjalmar Andersen.
Con i giochi di Oslo, Hjalmar chiude la sua carriera, anche se qualche anno dopo ci ripenserà e tornerà, ma senza ottener grossi successi. Ma nel cuore di norvegesi Hjalmar Andersen rimarrà per sempre, perchè simbolo di quella prima olimpiade e perchè campione positivo, solare e sorridente e fortemente nordico. Riceverà premi e riconoscimenti, avrà quattro statue a lui dedicate nel territorio norvegese, ma avrà soprattutto qualcosa che in pochissimi hanno avuto. Alla sua morte, all’età di 90 anni nel 2013, saranno celebrati i funerali di stato alla presenza di Re Harald e del primo ministro Stoltenberg: perchè Hjalmar Andersen è stato uno splendido campione e un modello di valori sportivi per l’intera nazione.
Giochi di Oslo 1952: questa è la storia di Hjalmar Andersen, tre ori nel pattinaggio di velocità