

Le Olimpiadi di Cortina sono le prima Olimpiadi Italiane della storia: in Italia, dopo esser usciti dalla Guerra Mondiale, stiamo entrando nella fase della Dolce Vita che culminerà anche con l’edizione dei Giochi di Roma 1960. Sono giochi pieni di storie, giochi circondati dalle splendide vette Dolomitiche. E dopo la storia di Toni Sailer, oggi vi raccontiamo un’altra bellissima storia di quei giochi. E’ quella di Tenley Albright, una storia che ci dice come nello sport, come nella vita, bisogna sempre credere nei propri sogni, anche quando sembrano lontani.
Tenley nasce a Newton, in Massachussets, nel 1935 ed è figlia di un importante chirurgo di Boston, dal quale imparerà l’amore per la medicina. A nove anni scopre la sua passione e così inizia a pattinare sul ghiaccio dimostrando fin da subito eleganza e voglia di emergere. Ma a 11 anni Tenley viene colpita dalla poliomielite e i medici temono che non possa più camminare. Inizia per la giovane ragazzina un periodo difficile e solo dopo qualche mese Tenley riesce a compiere i primi tre passi. I medici conisgliano a Tenley di tornare a pattinare. E Tenley torna liì, dove qualche anno prima aveva scoperto la sua passione. L’anello di ghiaccio sembra impossibile da affrontare, spesso si attacca alle protezioni per non cadere, ma poi lentamente Tenley torna a danzare sul ghiaccio.
Nel 1952 Tenley fa il suo esordio olimpico che si chiude con uno splendido argento nella prova individuale di pattinaggio artistico. Da quel momento Tenley Albright inizia a dominare il mondo: vince i mondiali di Davos nel 1953 e a Vienna nel 1955 diventando così la prima statunitense a vincer il mondiale.
E con la storia torniamo a Cortina e ai Giochi del 1956 dove la Albright è la netta favorita. Ma la storia ha in programma per lei una sorpresa: quindici giorni prima durante un allenamento, Tenley cadde e il pattino le taglia la caviglia fino all’osso. E’ il padre chirurgo a fare l’operazione e la figlia è miracolosamente in gara ai Giochi. Il 30 Gennaio è il giorno degli obbligatori. La pista è per l’ultima volta nella storia olimpica all’esterno e quel giorno a Cortina nevica forte rendendo difficile gli esercizi. Ma Tenley, nonostante il dolore ancora presente, chiude al comando davanti all’altra statunitense Heiss. Il 2 Febbraio è il giorno del programma libero e Tenley, questa volta, realizza un esercizio perfetto con le note de “I racconti di Hoffman” di Offenbach. E’ oro olimpico, è il sogno che diventa realtà. E diventa realtà nella prima Olimpiade Italiana della storia, nel cuore delle Dolomiti.
Tenley dopo quest’oro olimpico si ritirerà e si dedicherà agli studi. Seguendo le orme del padre si laureerà alla Harvard University e diventerà chirurgo: campionessa nello sport e anche nel mondo del lavoro. E’ Tenley Albright, la donna che sconfigge la poliomielite, l’atleta che sconfigge un terribile infortunio poco prima dei Giochi e la campionessa olimpica che trionfa in un “caldo” inverno italiano