

Bomber è il centravanti della formazione Under 14 del Sama F.C., società di un paese immaginario alle porte di Roma. È davvero forte: segna e fa segnare a ripetizione. È un po’ indisciplinato ed ostenta comportamenti che nessuno può mettere in discussione: «anche se aveva solo tredici anni, era abitudinario e metodico come un ingegnere sessantenne». Indossa sempre una felpa nera con il cappuccio calato in testa; nello spogliatoio ha il posto riservato, il primo dopo l’ingresso, e prima degli allenamenti e delle partite si spara nelle orecchie la musica dei Queen, soprattutto We Will Rock You, con gli altri giocatori che, al momento giusto, saltano tutti in piedi per cantare insieme il ritornello. Con gli amici Maicol, attaccante anche lui, e Pardo, il portiere, forma un terzetto quasi inseparabile, in campo e fuori.
Mister Franco, «tuta e giaccone come una seconda pelle, baffoni sale e pepe, chili di troppo» è l’anziano allenatore in seconda della squadra. In gioventù era stato una promessa del calcio; fermato da un grave infortunio quando stava per entrare nella Primavera della Roma, aveva fatto per anni l’allenatore delle giovanili nella Capitale. Tornato, dopo il pensionamento, a Sama, suo paese di origine, non sa resistere al richiamo del calcio: gli offrono di fare il secondo allenatore della formazione Under 14 e lui vi si dedica con passione.
Sono loro due i protagonisti del bel racconto del giornalista, napoletano di Roma, Mimmo Cacciuni Angelone, che ovviamente si intitola BOMBER E MISTER FRANCO,edito da Lab DFG. Accanto ai due protagonisti, completano il quadro, ma molto defilati, il giovane capo allenatore Luca, il presidente del Sama, gli altri giocatori con le loro famiglie.
È una storia che si svolge, dunque, dentro e attorno ad una squadra di calcio giovanile di provincia, di cui l’autore dimostra di conoscere molto bene le dinamiche e le problematiche. È il racconto di una stagione sportiva, con descrizioni molto avvincenti di partite, di gol realizzati e anche sbagliati.
Ma non è solo una storia di calcio. Tutt’altro. Il calcio, la squadra, le partite sono lo strumento per affrontare, se pure con leggerezza, argomenti molto profondi. È una storia sui rapporti tra le varie generazioni, sugli adolescenti che vogliono crescere e conquistare la loro autonomia, ma nello stesso tempo hanno bisogno di figure mature che li sappiano ascoltare e aiutare nel loro cammino di crescita, magari trovando con loro punti di incontro che potrebbero sembrare strani, vista la differenza di età, come è nel libro la musica dei Queen.
Mister Franco, con la sua esperienza e la sua umanità, conquista in fretta la fiducia dei genitori «che sentivano che ne sapeva: di calcio e di vita». Conquista soprattutto la fiducia dei suoi giocatori, con i quali instaura un rapporto intenso, da maestro e guida, se non proprio da padre.
Finita la stagione, Bomber, anche se aveva già esordito e segnato nella categoria superiore degli Under 16, abbandona il calcio. Mister Franco prova a farlo ritornare, ma il ragazzo non si lascia convincere. Sembra un abbandono definitivo, un distacco totale dal Sama F.C. e, di conseguenza, dai vecchi compagni di squadra. Invece per Bomber le partite non sono ancora finite. Quando all’interno della squadra si verifica un fatto improvviso ed imprevisto, Bomber si sente ancora parte viva di quella squadra. Indossa la divisa sociale, anche se gli era diventata un po’ piccola, e si riunisce con i vecchi amici. Come recita il sottotitolo, c’è da giocare «una partita ancora».
Un racconto piacevole da leggere. Un racconto in cui i giovani calciatori, ma anche i praticanti di altri sport, potranno ritrovare episodi, situazioni e persone molto simili a quelle del loro stesso mondo.
Un libro da consigliare ai dirigenti e ai tecnici delle società sportive e ancor di più ai genitori: una riflessione sui diversi ruoli all’interno di una società di sport giovanile e sul modo migliore per favorire la crescita umana, più e prima ancora di quella sportiva, dei giovani atleti è quanto mai opportuna. Specialmente in un tempo per molti aspetti complicato, come quello in cui i nostri ragazzi stanno crescendo.