

Un libro olimpico, quello che presentiamo oggi. Una storia olimpica. La vita di un campione, Franco Nones, che con la sua vittoria alle Olimpiadi di Grenoble 1968 “ha cambiato gli equilibri e la storia dello sci di fondo”. Un libro in perfetta sintonia con le Olimpiadi Invernali che si stanno svolgendo in questi giorni.
Tutti o quasi ricordano certamente il periodo d’oro dello sci di fondo italiano, sia maschile che femminile, che da Calgary 1988 a Torino 2006 ha conquistato 8 medaglie d’oro, 11 d’argento e 12 di bronzo. Poi le medaglie, anche se non più d’oro, sono continuate, ma il periodo magico è quello. Però la leggenda del fondo italiano inizia vent’anni prima di Calgary, il 7 febbraio 1968 a Grenoble, quando Franco Nones, il ragazzo di Castello di Fiemme, proprio i luoghi in cui si svolgeranno in questi giorni le gare del fondo, si è imposto nella 30 km, con quasi un minuto di vantaggio sul norvegese Martinsen. Quel giorno, grazie anche al quinto posto di Giulio De Florian, si è capito che lo sci di fondo italiano poteva ormai competere con i maestri del Nord, anzi li poteva superare. Come è poi successo più volte in quel periodo che abbiamo definito magico. Ma tutto ciò forse non sarebbe stato possibile senza l’impresa di Franco Nones, che possiamo definire il pioniere del fondo, come Zeno Colò lo è stato per lo sci alpino.
Sull’impresa di Franco Nones sono state scritte centinaia di articoli di giornale, è stato anche realizzato un documentario, ma nessun libro sulla sua vita di atleta e di uomo. A colmare questa lacuna, ha provveduto un altro ragazzo straordinario della Val di Fiemme, Pino Dellasega, anche lui fondista nel Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle, poi per diciassette volte campione italiano assoluto di Orienteering, quindi fondatore della Scuola Italiana Nordic Walking e maestro di snowboard. Ma Pino Dellasega è anche, forse soprattutto, colui che ha ideato e realizzato nel 2009, superando mille difficoltà, incomprensioni ed ostacoli, il Trekking del Cristo Pensante delle Dolomiti, tra Passo Rolle, Monte Castellazzo e Val Venegia. Un luogo, quello del Cristo Pensante, che ha già attirato oltre due milioni di presenze e dove anche Franco Nones è salito.
Per narrare la storia, sportiva e umana, di Franco Nones, Pino Dellasega si è servito anzitutto dei racconti e delle testimonianze dello stesso Nones, di sua moglie Inger, dei suoi fratelli, degli amici, degli allenatori, dei compagni o avversari di gara, oltre che di giornalisti specializzati del tempo. Pino Dellasega ha stimolato queste testimonianze, le ha raccolte con cura e poi le ha unite con le sue considerazioni personali e arricchite con un nutrito repertorio fotografico che racconta anch’esso la vita di Nones. Dieri ovvio il titolo del libro, edito da Valentina Trentini lo scorso ottobre: FRANCO NONES IL PRIMO ORO.
Dopo le prefazioni di Giovanni Malagò, membro del CIO e presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, di Flavio Roda, presidente della FISI, e di Gianni Gola, ex-comandante delle Fiamme Gialle, l’autore divide il libro in quattro parti, corrispondenti alle quattro stagioni dell’anno, simbolo delle stagioni della vita.
La Primavera raccoglie le testimonianze su Nones ragazzo: la famiglia numerosa, la scuola, i giochi infantili, i lavori in malga, la passione, oltre che per il fondo, anche per il ciclismo, in cui a molti osservatori è sembrato qualcosa di più di una semplice promessa. Ma poi, tra le due passioni, ha vinto il fondo.
L’ESTATE racconta la crescita progressiva del ragazzo della Val di Fiemme, ormai entrato nel Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle. La sua costanza negli allenamenti, che a molti dei suoi compagni sembravano addirittura esagerati. Le prime vittorie in Italia e anche in casa dei dominatori del Nord. Le Olimpiadi di Innsbruck ’64, quando è stato il primo tra i non scandinavi. Poi il trionfo di Grenoble ’68, quello che ha cambiato la sua vita e ha segnato per sempre la storia del fondo, non solo italiano: “Cristoforo Colombo ha scopeto l’America, Franco Nones ha fatto conoscere lo sci di fondo al mondo” scrisse quel giorno l’Equipe, il più prestigioso giornale sportivo di Francia.
La seconda parte dell’ESTATE è dedicata alla vita privata di Nones. Il matrimonio con Inger Berneholm, un ragazza svedese conosciuta durante gli allenamenti in preparazione delle Olimpiadi di Grenoble e sposata nell’ottobre del 1970 e dalla quale ha avuto quattro figli: Daniela, Francesco, Caterina e Ingrid. L’attività di imprenditore, anzitutto con la Nones Sport, società per la commercializzazione di articoli per lo sci, gestita insieme alla moglie Inger, poi anche nel settore alberghiero. Anni felici, insomma: di successi sportivi e di grandi gioie umane.
Dopo l’estate viene l’autunno, che dovrebbe essere, scrive Pino Dellasega, “la stagione perfetta per ritrovare il giusto equilibrio, ma soprattutto per raggiungere la stabilità interiore”. Dovrebbe essere una stagione felice. Ma l’AUTUNNO di Franco Nones è stato, nonostante il procedere sicuro della sua attività di imprenditore, soprattutto una stagione di sofferenza, di lutto, di malattia: “Per Franco il passaggio metaforico dall’estate all’autunno è stato talmente veloce e imprevedibile che solo grazie alla sua forte fibra, alla sua volontà e alla vicinanza di Inger e dei figli, è riuscito a transitare, seppur provato, verso il suo inverno”.
Ma l’INVERNO ha portato anch’esso nuovi dolori, uno in particolare, la morte prematura, a soli 25 anni, della figlia Caterina, a causa di una rara malattia. Un momento veramente difficile per Franco e Inger, il dolore più grande che possa colpire dei genitori. Franco e Inger l’hanno affrontato con la forza del loro animo ed anche con l’aiuto delle fede, che li ha portati ad entrare come laici nella Comunità dei Figli di Dio.
Un libro intenso, quello di Pino Dellasega. Un libro di sport, certamente, ma non solo di sport, come scrive l’autore: “Questa è soprattutto una storia di vita, di spensieratezza, di fatica, di resilienza, di sofferenza, di immense gioie, di condivisione, di amicizia, di decisioni, di lungimiranza, di fede e di speranza”.
Un libro che ci fa conoscere ed apprezzare Franco Nones, un campione e un uomo da medaglia d’oro.