

Il lunedì è notoriamente un giorno difficile: la settimana riparte, le ferie sono ancora lontane, mancano 5 giorni al weekend, insomma è il giorno peggiore della settimana. Lo è adesso, lo era anche allora anche se non per i bambini in vacanza.
Ma questo lunedì, nonostante inizi la settimana e il lavoro, è un giorno elettrizzante in tutta Italia. A casa, nei bar, negli uffici, a lavoro, nelle fabbriche non si parla d’altro: domani c’è Italia – Argentina, domani l’Italia si fermerà per spingere i propri eroi alla finale. Io sono a casa e sono tutto il giorno davanti alla televisione: non voglio perdermi nessuno speciale, nessuna notizia. Faccio zapping tra la Rai e Telemontecarlo, guardo le immagini dal ritiro di Marino, ascolto commenti ed opinioni sull’Argentina.
A me quest’Argentina non fa paura: finora hanno vinto solo contro l’URSS, tra l’altro con qualche errore arbitrale, e con il Brasile dopo una partita in cui il Brasile meritava molto di più. Contro la Jugoslavia, in uno in più hanno rischiato di perdere: come possiamo aver paura. Noi abbiamo una difesa insuperabile con Baresi e Ferri, Maldini e De Agostini, abbiamo un centrocampo fortissimo con Giannini, Donadoni, De Napoli e abbiamo Baggio e Schillaci all’attacco che stanno entusiasmando il mondo.
Ma se da un lato c’è la sicurezza, dall’altro c’è la paura. Questo mondiale è un sogno: e se davvero domani finisse tutto? Se davvero domani perdiamo? E così, come accade a tutti i tifosi, anch’io mi faccio prender dalla paura. Inoltre la televisione parla di come molti allo stadio potrebbero tifare Argentina per la presenza di Maradona, ma non ci credo, siamo in Italia, siamo Italiani.
Sono pensieri di un bambino, ma anche mio padre è più preoccupato del solito, o forse lo vedo io, ma anche lui teme un po’ questa Argentina a Napoli. A 11 anni si pensa che tutto il mondo abbia un testa l’unico pensiero che hai in mente tu, ma spesso non è così.
Con questo lunedì inizia anche l’ultima settimana del mondiale: finora sono state giocate 48 partite, sono rimaste in 4. Io ne ho viste 46 e le ho in mente tutte una a una (la cosa strana di quel mondiale è che le ho in mente anche adesso, a 46 anni). E c’è una cosa che mi è rimasta nel cuore, forse perchè l’ho vista 46 volte: è la sigla RAI di Italia 90, la musica è quella di “Notti Magiche”, e poi c’è quel pallone che corre tra la Torre degli Asinelli e il Duomo, tra l’Arena e il David di Michelangelo, tra la Lanterna e il Colosseo, tra la nostra meravigliosa Italia. Guardatela se vi capita: non c’era la tecnologia di oggi, eppure quella sigla a me faceva e fa impazzire.
Ormai la giornata senza partite volge al termine: papà è tornato, mamma anche, la sorella è a casa. Si cena a casa, come ovvio che sia un lunedì sera. Stasera non ci sono partite quindi in televisione si guarda altro e forse anche mamma e sorella hanno possibilità di scelta (cosa non scontata durante mondiali o Olimpiadi).
E’ la notte prima del grande giorno, il giorno che rimarrà comunque nella mia vita: domani si gioca Italia – Argentina, si gioca a Napoli. Noi saremo tutti dagli zii, perchè domani il cugino Simone compie gli anni. Ci sarà la cena tutti assieme e poi ci sarà solo l’Olimpico. Tutta Italia, tutto il mondo saranno collegati con il San Paolo. Sarà una serata fantastica e sono sicuro (anche se un pò meno di ieri) che vinceremo